Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/580
Title: "1968-1975: l'ultima stagione pasoliniana, corsara e luterana"
Authors: Di Berardino, Andrea
metadata.dc.contributor.advisor: Leonelli, Giuseppe
Issue Date: 19-Mar-2010
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: La ricerca ha scelto il 1968 come terminus a quo perché l’anno della contestazione giovanile coincide con il momento in cui Pasolini comincia ad allontanarsi dalla letteratura tradizionalmente intesa ed inizia a concepire una nuova idea del “fare” letterario. A partire da questa data, infatti, la scrittura pasoliniana, già dagli esordi naturaliter propensa a correre di pari passo con la più stringente attualità ed a confrontarsi con argomenti di carattere politico e sociale, tende a mutarsi in una forma di intervento costante e a tutto campo sui temi in primo piano nella società degli anni Sessanta-Settanta. Di qui la predilezione per la prosa giornalistica, sovente trasformata in strumento di polemica e di provocazione, che diventa il genere più praticato dall’autore negli ultimi otto anni di vita. La tesi è articolata in 7 capitoli (più un’introduzione), ciascuno specificamente dedicato – in base ad una prospettiva d’indagine che si potrebbe quasi definire “annalistica” – ad un anno (ad eccezione del IV capitolo, che tratta il biennio 1971 1972). La scelta è motivata dal fatto che, in questo modo, è stato possibile contestualizzare meglio gli articoli pasoliniani, i quali sono stati esaminati secondo l’ordine di comparsa nei rispettivi giornali e periodici, e non in base al momento della loro collocazione nelle opere in cui a tuttoggi sono raccolti (vale a dire gli Scritti corsari e le Lettere luterane, alle quali vanno aggiunte le sillogi postume – e non d’autore – dedicate alla rubrica Il caos). Il nucleo della ricerca è rappresentato dai testi di Pasolini, che sono stati analizzati in maniera ravvicinata e dettagliata, soprattutto nell’intento di metterne in risalto gli aspetti linguistico -stilistici. Riferimenti sono stati fatti anche alla produzione poetica e cinematografica dello scrittore-regista, anche perché in varie circostanze in quegli anni l’autore lavorò in contemporanea su più di un tavolo. In certi capitoli, sono state citate anche alcune lettere tratte dall’epistolario curato da Naldini; occasionalmente, sono state prese in considerazione anche delle interviste (ma solo quelle – per così dire – “cartacee”). Ovviamente, si è dato opportuno spazio anche alle reazioni ed alle discussioni suscitate dagli scritti pasoliniani nella coeva repubblica delle lettere. Per quanto riguarda i contenuti dei singoli capitoli, si dà di seguito un breve riassunto. L’introduzione riflette sul significato che assume il periodo 1968-1975 nel complesso della carriera letteraria pasoliniana. In queste pagine, si anticipano alcune delle conclusioni alle quali la ricerca giunge e si cerca anche di contestualizzare, nel panorama della storia letteraria italiana, la produzione del Pasolini pubblicista corsaro e luterano. Il I capitolo (sul 1968) muove da un doppio confronto con gli studenti: innanzitutto quelli della scuola di Barbiana, in secondo luogo gli universitari protagonisti degli scontri con le forze dell’ordine a Valle Giulia. Ma il 1968 è anche il tempo della discussa partecipazione allo “Strega” ed al festival del cinema di Venezia con le due versioni di Teorema. Inoltre, inizia la collaborazione al settimanale “Tempo”, con la rubrica intitolata Il caos. Il II capitolo (sul 1969) è occupato per intero dall’esame degli articoli del Caos, che in quell’annata fece registrare il numero di testi quantitativamente più significativo. La rubrica su “Tempo” prende infatti in considerazione temi disparati quali ad esempio l’allunaggio, la distruzione del vecchio paesaggio urbano in Italia ed all’estero, un bilancio della contestazione a dodici mesi di distanza. Il III capitolo (sul 1970) tratta innanzitutto la brusca interruzione del Caos – la rubrica si concluse nei primi mesi dell’anno, subito dopo i tragici fatti dell’“autunno caldo” – e successivamente esamina il gruppetto degli articoli, usciti sul “Giorno”, nei quali si trovano dei piccoli reportages dei viaggi compiuti in Africa. Infine, il capitolo si sofferma sulle ragioni ideologiche della scelta di ambientare a Napoli le principali sequenze del Decameron, il film che inaugura la Trilogia della vita. Il IV capitolo (sul 1971-1972) parla del ritorno di fiamma per la poesia, concomitante con l’uscita in libreria di Trasumanar e organizzar, per l’azione rivoluzionaria (testimoniato anche dall’avvicinamento al gruppo extra-parlamentare di Lotta continua) e per il romanzo (come dimostra la stesura dei primi appunti di Petrolio). Il V capitolo (sul 1973) inizia ad esaminare la collaborazione al “Corriere della Sera”, che costituirà poi il punto di partenza per gli Scritti corsari. Tutti gli articoli dell’annata sono qui analizzati e vengono rievocate, per sommi capi, anche le discussioni che essi suscitarono nell’establishment culturale dell’epoca. Il VI capitolo (sul 1974) continua nell’esame dettagliato degli articoli poi confluiti nella silloge corsara. L’ultimo capitolo, l’VII (sul 1975), conclude l’analisi dei testi contenuti negli Scritti corsari e tratta, sempre tramite una lettura diretta, anche gli scritti inseriti nelle Lettere luterane. Conclude la tesi un ampio repertorio bibliografico, relativo agli anni 1967-2009 e suddiviso in quattro sezioni: le interviste concesse dallo scrittore-regista, gli scritti critici sul Pasolini saggista corsaro e luterano, le miscellanee dedicate all’autore, le biografie e le testimonianze biografiche.
URI: http://hdl.handle.net/2307/580
Appears in Collections:X_Dipartimento di Italianistica
T - Tesi di dottorato

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