Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/40826
Title: L’evoluzione della novella sui giornali e sulle riviste italiane : il caso della « Rassegna Settimanale » (1878-1882)
Other Titles: Le développement de la nouvelle dans le cadre des journaux et des revues italiens : le cas de la « Rassegna Settimanale » (1878-1882)
Authors: BORRELLI, MARCO
Advisor: PEDULLA', GABRIELE
Keywords: VERISMO
VERGA
SHORT STORY
Issue Date: 30-Apr-2020
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: Il presente lavoro muove da una ricerca preliminare volta all’individuazione dei quotidiani e dei periodici che nei primi decenni postunitari hanno ospitato sulle proprie colonne le novelle dei più importanti scrittori dell’epoca. Tuttavia, sebbene si tenga conto di alcune interessanti proposte editoriali (con un focus sulle seguenti aree geografiche: Milano, Torino, Firenze, Roma) e, in linea generale, dell’evoluzione conosciuta dal mondo della stampa nel XIX secolo, si è deciso di affrontare il caso specifico della “Rassegna Settimanale” perché si è convinti che a questo particolare ebdomadario, fondato nel 1878 a Firenze da Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino, sia legato un momento di svolta del giornalismo nonché della narrativa nazionale e, soprattutto, lo sviluppo della novella moderna. Così, affinché il lettore possa cogliere nella loro entità le rivoluzionarie novità apportate dalla rivista fiorentina, nel primo capitolo della tesi si è illustrato il contesto storico, politico e socioculturale nel quale il periodico va ad inserirsi. Se durante il Risorgimento predomina una concezione idealista e oligarchica della società e i bisogni del popolo restano essenzialmente inascoltati, a partire dai primi anni ’70 la riflessione stimolata da Franchetti e Sonnino introduce nuovi argomenti nel dibattito riguardante le relazioni tra potere e masse contadine, tra Nord e Sud. Nel loro pensiero politico trova posto una nuova idea di Stato, definibile a tutti gli effetti assistenzialista, dal momento che, in quanto ente super partes, è chiamato ad intervenire nella vita economica del Paese per far fronte a fenomeni di sfruttamento e al disequilibrio sociale. Il nuovo sguardo sulle masse e sulla povertà diventa il punto d’appoggio per l’ascesa del verismo e della novella: quest’ultima comincia a delinearsi come genere tipico della modernità quando gli scrittori adottano, nella finzione narrativa, non più la prospettiva di un narratore onnisciente bensì la voce di un narratore che si fa portavoce di una concezione diversa del mondo popolare, meno stilizzato; la novella, cioè, diventa short story quando si impreziosisce della prospettiva ideologica suggerita dai direttori della “Rassegna Settimanale”. Dal punto di vista formale, con uno sguardo rivolto alle teorie sulla composizione della novella avanzate da Edgar Allan Poe, le contraintes fissate dalla rivista – due su tutte: la lunghezza standard e il rapporto organico con le tematiche sociali care ai due direttori – si rivelano necessarie per la futura canonizzazione del genere. L’ultima parte del presente lavoro, pertanto, verte su una rilettura delle novelle pubblicate dagli scrittori più rinomati della rivista, quali Giovanni Verga, Mario Pratesi, Matilde Serao, Renato Fucini, Emilio De Marchi, alla luce delle condizioni editoriali favorite da Sonnino e Franchetti.
URI: http://hdl.handle.net/2307/40826
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
Appears in Collections:Dipartimento di Studi Umanistici
T - Tesi di dottorato

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