Adeegso tilmaantan si aad u carrabbaabdo ama ugu samayso link qoraalkan http://hdl.handle.net/2307/40811
Bed DCQiimoLuqad
dc.contributor.advisorDI CECCO, GIUSTINO-
dc.contributor.advisorVALENSISE, PAOLO-
dc.contributor.authorFLOCCARI, VINCENZO-
dc.date.accessioned2022-05-27T13:31:49Z-
dc.date.available2022-05-27T13:31:49Z-
dc.date.issued2020-03-19-
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/2307/40811-
dc.description.abstractL’evoluzione della disciplina dei mercati finanziari evidenzia chiaramente, ad uno sguardo diacronico d’insieme, come le più rilevanti riforme del settore siano state per lo più varate in via d’urgenza, in quanto necessitate dallo scoppio di gravi crisi economiche. A tale tendenza non fa eccezione l’attuale (e complesso) quadro normativo europeo relativo all’Unione bancaria e, più in particolare, ai meccanismi di prevenzione e gestione delle crisi bancarie, predisposto a seguito di una situazione di strutturale instabilità monetaria, economica e finanziaria verificatasi a livello planetario. Il presente lavoro si prefigge l’obiettivo, senza pretese di esaustività, di analizzare le nuove regole europee sulle crisi bancarie, nonché soffermarsi sull’impatto che le stesse hanno avuto nel nostro Ordinamento. Il Capitolo 1 è dedicato alla genesi della normativa europea e, dunque, alla illustrazione del contesto storico, economico ed istituzionale all’interno del quale si è formata l’attuale disciplina sulla prevenzione e gestione delle crisi bancarie europea (e, per l’effetto, quella nazionale). Il Capitolo 2 è dedicato alla disamina delle scelte compiute dal legislatore italiano in sede di attuazione della medesima normativa europea rappresentata dalla Direttiva 2014/59/UE (Bank Recovery and Resolution Directive, cd. BRRD), con particolar riferimento ai nuovi strumenti di composizione delle crisi bancarie essenzialmente preventivi (piani di risanamento e misure di intervento precoce). Il Capitolo 3 è dedicato all’analisi delle procedure di composizione delle crisi più penetranti ed invasivi ovvero la procedura di riduzione o conversione di azioni, di altre partecipazioni e di strumenti di capitale (c.d. write down) e la procedura di risoluzione. Il Capitolo 4, infine, è dedicato all’impatto che i vari strumenti di composizione delle crisi bancarie, per come introdotte all’interno dell’Ordinamento giuridico italiano, hanno avuto sulle categorie di soggetti maggiormente interessati dalle riforme, ossia, per un verso, i soggetti “forti”, ovvero gli istituti di credito; e, per altro verso, i soggetti “deboli”, notoriamente rappresentati dai (piccoli) risparmiatori ed investitori. In tale capitolo, inoltre, verranno altresì rassegnate le conclusioni, individuando l’obiettivo primario perseguito delle istituzioni europee e nazionali.en_US
dc.language.isoiten_US
dc.publisherUniversità degli studi Roma Treen_US
dc.subjectCRISI BANCARIEen_US
dc.titlePREVENZIONE E GESTIONE DELLE CRISI BANCARIE.en_US
dc.typeDoctoral Thesisen_US
dc.subject.miurSettori Disciplinari MIUR::Scienze giuridiche::DIRITTO COMMERCIALEen_US
dc.subject.isicruiCategorie ISI-CRUI::Scienze giuridicheen_US
dc.subject.anagraferoma3Scienze giuridicheen_US
dc.rights.accessrightsinfo:eu-repo/semantics/openAccess-
dc.description.romatrecurrentDipartimento di Economia Aziendale*
item.languageiso639-1other-
item.fulltextWith Fulltext-
item.grantfulltextrestricted-
Wuxuu ka dhex muuqdaa ururinnada:T - Tesi di dottorato
Dipartimento di Economia Aziendale
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