Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/40495
Title: Il cinema del Nord Europa. Estetiche, liturgie e geografie della glaciazione
Authors: Cocco, Marco
Advisor: Albano, Lucilla
Keywords: CINEMA
NORD
PROTESTANTESIMO
GLACIAZIONE
ESTETICA
Issue Date: 26-Jun-2017
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: Nella molteplicità di esperienze e visioni attraverso le quali il cinema ha preso coscienza di sé, dei propri mezzi e dei suoi contorni sociali, etici e figurativi, ve ne sono alcune che si distinguono per (a)tipicità, rilevanza e solidità autoriale. Traiettorie dello sguardo che all’interno di precisi confini geografici e geopolitici, seppur caratterizzati da distinti ceppi linguistici e differenti forme governative, appaiono saldamente accomunate da un gusto, temi e sensibilità narrativo-compositive scaturite da una stessa matrice culturale e, a ben guardare, da un medesimo, sconvolgente trauma identitario. Parliamo del cinema del Nord Europa: definizione di natura quasi cartografica e apparentemente fumosa, anche volendo impostare il filtro settoriale dell’arte filmica, poiché a una lettura superficiale pare inglobi una vastità di percezioni difficilmente accostabili le une alle altre. Il concetto va necessariamente ristretto alle latitudini e longitudini comunemente intese con il termine Norden che ingloba Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda; il blocco scandinavo nella sua totalità. In questa classificazione, gioca un ruolo fondamentale, nell’ambito degli obiettivi interpretativi che questo progetto si prefigge di coltivare, la stretta contiguità ideologica tra la Scandinavia e quella parte del bacino mitteleuropeo identificabile con l’Olanda (secondo modalità che andremo poi a definire) e, in particolare, Germania e Austria: questi ultimi, principali focolai di una rivoluzione culturale capace di determinare, nei secoli, l’evoluzione artistica di tutto il Nord Europa. Ciò che ci prefiggiamo di innescare con questo studio, avendo ben salda in mente l’ambizione di spingersi verso un oltre vastissimo e inafferrabile, è l’accensione di una piccola luce, la generazione di una scossa suggestiva e l’identificazione di un’atmosfera che possa mettere in scena, attraverso il sensibile, le peculiarità e le architravi simboliche di un cinema nordico assolutamente unico per stile, estetica e coesione tematico-drammaturgica. Un organismo singolarmente endemico, nutritosi di una trasversalità artistica senza precedenti – pittura, letteratura, teatro, musica, architettura, fotografia – che dalla forma filmica non è mai stata tradita, bensì interiorizzata assieme alle bellezze e ai tormenti che portava con sé. Un prezioso retaggio trasfigurato secondo i codici di un linguaggio capace di raccontare, con la stessa annichilente lucidità, un passato remoto mai completamente elaborato e le convulse mutazione genetiche di un contemporaneo in costante glaciazione.
URI: http://hdl.handle.net/2307/40495
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
Appears in Collections:Dipartimento di Architettura
T - Tesi di dottorato

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