Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/666
Title: Per una sociologia della mobilità : forme di turismo nella societa' globalizzata : turismo e questioni di genere
Authors: Giobbi, Laura
metadata.dc.contributor.advisor: Maniscalco, Maria Luisa
Issue Date: 26-Mar-2010
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: La crisi delle identità nazionali, istituzionali e religiose, la mancanza di riferimenti stabili e duraturi, il prevalere dei fenomeni di globalizzazione, il disincanto nella certezza del progresso, la precarietà nel mondo del lavoro e il disfacimento dei ruoli familiari tradizionali, costituiscono i processi rilevanti che hanno determinato la comparsa della realtà postmoderna. In essa, un ruolo fondamentale è ricoperto dai flussi, dai network e dalle mobilità che caratterizzano l’esperire sociale ed individuale proprio della postmodernità. Gli attuali assetti si presentano destabilizzanti per l’individuo postmoderno, il quale si ritrova bloccato nella contingenza delle sue azioni, dal momento che viene a mancare quel progetto comune che in passato regolava le sue strutture sociali di riferimento. In questo scenario, egli esercita, per svago, lavoro o necessità, pratiche di mobilità continue. Sono queste le sfide che la società contemporanea rivolge alla disciplina sociologica: interpretare la realtà così delineatasi e formulare teorizzazioni che meglio aiutino a comprenderla e ad investigarla. Il presente lavoro nasce dalla convinzione che la sociologia riveste un ruolo primario nell’ambito della comprensione e della decodifica della realtà, quale quella delineatasi. Il mio contributo si sviluppa in cinque capitoli: nel primo analizzo i caratteri della società postmoderna, prendendo avvio dallo studio dell’età moderna, della quale approfondisco i caratteri sociali e societari. L’epoca moderna, costituitasi all’interno delle società nazionali, si presentava con i caratteri prevalenti di certezza, sicurezza e rigidità e con l’aspirazione di fondare un unico senso del mondo, partendo da principi metafisici, ideologici o religiosi che si inserivano in una concezione meramente olistica della storia e della politica. I caratteri della modernità ne costituivano i limiti, a partire dai quali i tratti distintivi della postmodernità hanno preso forma. La mia ricerca prosegue nell’analizzare la difficoltà dell’individuo postmoderno che, vivendo in una realtà multiforme che non riesce né a decifrare né a cogliere pienamente, si protegge dalla precarietà sociale, giungendo anche a forme di chiusura in se stesso. All’interno dello scenario globalizzato, se i riferimenti, ormai volubili, moltiplicano i piani di referenza individuali, nel contempo rendono gli attori protagonisti di esperienze frammentarie ed estremamente soggettive, cosicché il reciproco contatto con l’altro spesso è puramente occasionale. Tutto il sociale rischia di frantumarsi in cellule monadi, tanto che il concetto di comunità, arricchendosi di ambivalenze, ritorna in auge, nell’epoca attuale, quale forma di aggregazione sociale ‘perduta’ ed auspicabile per riunire sotto l’aura di una coscienza collettiva i membri di una società ormai disgregata. La temporalità dell’epoca postmoderna è caratterizzata dalla molteplicità delle esperienze e dalla diversità dei modi di accedere al reale: non vi sono più ritmi collettivi valevoli per tutti, che creavano ed erano creati dall’uniformità, con la funzione di elemento costitutivo e fondante della società. Le forme temporali attuali, al contrario, sono costituite da una forte duttilità, resa possibile grazie alle nuove tecnologie e ai nuovi media. In questo scenario assumono un’importanza rilevante i new ed gli old media, poiché non si configurano solo come veicoli di immagini, sensazioni ed emozioni, ma diventano produttori, essi stessi, di significati importanti. Pertanto, la caratteristica della fissità, propria dell’epoca moderna, nell’età postmoderna ha spostato il suo asse verso il continuo divenire, in forme di organizzazione della vita quotidiana, oggi differenti. Nel secondo capitolo identifico queste forme di organizzazioni nelle mobilità contemporanee. Esse costituiscono i principali fattori e prodotti dell’assetto attuale, poiché le pratiche sociali postmoderne sono profondamente inserite nei flussi, che rappresentano la logica stessa del loro funzionamento. Il fenomeno sociale dominante delle mobilità possiede una valenza polisemica, giacché esso si riferisce a movimenti di oggetti, di persone e di informazioni profondamente diversi tra loro, su base individuale e collettiva: i viaggi fisici di persone per ragioni di lavoro, di tempo libero o legate alla vita familiare; il movimento di oggetti fisici; il viaggio fantasioso dell’altrove attraverso le immagini; gli spostamenti virtuali su Internet; i viaggi comunicativi attraverso il telefono, le e-mail, etc…. Nella rete ininterrotta di connessioni le automobili, i telefoni fissi e mobili e gli aeroporti costituiscono le nuove fissità all’interno delle incessanti mobilità. Per completare il panorama dello studio delle mobilità attuali ho proceduto analizzando i simboli delle mobilità contemporanee, le città metropolitane e gli aeroporti, ovvero i luoghi-sintesi del sistema delle mobilità. Alla luce dei cambiamenti apportati dalle nuove categorie sociali e societarie, le strutture sociali tradizionalmente oggetto di studio del discorso sociologico appaiano sensibilmente mutate. Nella sociologia la risposta alle domande di riconfigurazione della disciplina va ricercata nel new mobilities paradigm, il ‘nuovo paradigma delle mobilità’, formulato da John Urry con la collaborazione di Mimi Sheller. In questo nuovo scenario sociale, la figura del turista contemporaneo assume un ruolo rilevante, in quanto indicato da molti Autori quale metafora dell’attuale nomadismo. Per tale ragione nel terzo capitolo analizzo i principali studi realizzati dalla sociologia del turismo, in quanto lo studio delle modalità di fruizione della vacanza è fondamentale per la comprensione di importanti elementi della società d’origine del turista. Chiedendomi quali altri significati possa assumere oggi il turismo, ho osservato come esso sia considerato una forma di consumo individuale. Di conseguenza, nella società postmoderna esso si presenta segmentato, flessibile e su misura. Infatti, non è più l’individuo che si modella alle pratiche turistiche standardizzate, come avveniva in passato, ma è il turismo che viene modellato secondo i desideri dell’individuo. Nel quarto capitolo conduco uno studio sulla semiotica del marketing turistico, ritenendo di notevole interesse lo studio delle motivazioni sociali ed individuali che portano un individuo a scegliere una precisa tipologia di turismo, nella vasta gamma a sua disposizione. Gli operatori del settore, infatti, confezionano le proposte turistiche in base alle tendenze dominanti, alle distinzioni generazionali, a quelle di classe, di sesso e di gusto presenti nei potenziali visitatori. Infine, ho dedicato l’ultimo capitolo alle intersezioni tra il fenomeno turistico e la dimensione di genere. Analizzato l’aspetto innovativo introdotto dall’utilizzo di questa categoria analitica, passo ad esaminarne le relazioni con gli organismi statali e sovrastatali soffermandomi, in particolare, sulla concezione del turismo come strumento di empowerment femminile, sul ruolo della donna nel marketing turistico e sulle differenze di genere nel turismo sessuale.
URI: http://hdl.handle.net/2307/666
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T - Tesi di dottorato

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