Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/6024
Title: Lo sguardo delle donne sulle politiche di contrasto alla povertà : un’analisi comparativa tra Brasile e Italia
Authors: De Souza Silva, Salyanna
metadata.dc.contributor.advisor: Tognonato, Claudio
Keywords: Politiche sociali
Povertà
Donne
Issue Date: 16-Jun-2016
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: Questo studio è il prodotto di una ricerca di dottorato, frutto dell’interscambio intellettuale e culturale tra l’Università degli Studi Roma Tre (Roma/Italia) e l'Universidade Federal de Pernambuco (UFPE - Recife/Brasile). Esso viene destinato al confronto tra due sistemi sociali, nello specifico all’attuazione delle differenti politiche socio-assistenziale realizzate in Brasile e in Italia. I due punti focali di questa indagine sono, dunque, la città di Fortaleza, capoluogo dell’Estado di Ceará (Brasile) e la città di Roma, capitale d’Italia. Questa indagine è stata possibile grazie alla borsa di studio offerta nel 2013 dalla Coordenação de Aperfeiçoamento de Pessoal de Nível Superior (CAPES), organismo del Ministério da Educação (MEC). L’ambito della ricerca riguarda tanto le azioni dello Stato per contrastare la povertà femminile, cioè servizi e programmi, quanto la valutazione fatta dalle donne stesse per individuare e concretizzare altre forme di intervento. La presente indagine ha privilegiato le seguenti tecniche: osservazione partecipante, interviste semi strutturate – rivolte sia a soggetti direttamente coinvolti nel fenomeno studiato che a “osservatori privilegiati” – e raccolta di documenti. La cornice teorica scelta ha fatto particolare riferimento al materialismo storico e al metodo progressivo-regressivo. Le domande centrali sono: Di fronte alle situazioni di disagio, quali sono le risposte delle donne per far fronte ai loro bisogni? Come le donne valutano gli interventi erogati dallo Stato? Tra gli altri obiettivi si aggiungono: - L’identificazione tanto delle manifestazioni di povertà, quanto delle soglie sulle quali erogare gli interventi, statali ed associazionistici, - L’analisi degli attuali servizi, interventi e programmi di contrasto alla povertà femminile. La raccolta dei dati a Roma è stata compiuta nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2015. Il rappresentante del Comune è stato l’Assessorato alle Politiche Sociali, Salute, Casa ed Emergenza Abitativa, nello specifico la Sala Operativa Sociale (S.O.S.), sede delle interviste. Altro luogo di raccolta d’informazioni è stata l’Unità Organizzativa dell’Emergenza Sociale e dei Sistemi di Accoglienza del Municipio Roma VII (ex X Municipio), grazie alla disponibilità degli assistenti sociali del Segretariato Sociale. Per quanto riguarda l’associazione delle donne a Roma, si è scelta la Casa delle Donne “Lucha y Siesta”. In qualità di “osservatori privilegiati”, sono stati intervistati il presidente Nicoletta Teodosi del Collegamento Italiano di Lotta alla Povertà (CILAP) e la ricercatrice Daria Squillante dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), nonché collaboratrice della Casa Internazionale delle Donne. La ricerca sul campo in Brasile è stata condotta nel periodo compreso fra luglio e dicembre 2014, presso la Secretaria Municipal de Trabalho, Desenvolvimento Social e Combate à Fome (SETRA) del Comune di Fortaleza. L’associazione “privata” scelta per la raccolta dati è stata l’Associação Mulheres em Ação (AMA). Oltre alla raccolta di documenti e osservazione partecipante, è stata anche realizzata un’intervista, in qualità “osservatore privilegiato”, a Cristiane Faustino attivista del movimento Articulação Brasileira de Mulheres (AMB), che nello Estado di Ceará è rappresentato dal Forum Cearense de Mulheres (FCM). È stato riscontrato che tanto le manifestazioni della povertà quanto le forme per misurarla e alleviarla sono diverse a seconda dei paesi. In particolare, nel contesto italiano, il processo di aumento dei disoccupati e del numero delle persone povere non appare immediatamente seguito dall’erogazione di interventi a livello nazionale, come, ad esempio, il Reddito Minimo di Inserimento. A livello nazionale, gli interventi attuati hanno privilegiato le categorie dei pensionati e dei nuclei familiari. Si possono citare: l’incremento delle pensioni minime, l’introduzione di sgravi fiscali per le famiglie, il bonus fiscale. Si consideri anche il percorso storico sociale nella realizzazione delle politiche dell’assistenza sociale e la specificità del welfare e della società italiana. Per quanto riguarda lo specifico delle prestazioni dei servizi e interventi di contrasto alla povertà messo a disposizione dal Comune di Roma, si può notare l’utilizzazione di un “sistema cittadino di interventi e servizi sociali”, diviso principalmente in due ambiti: quello municipale e quello dell’assessorato. Questa distinzione di tipologie è decisamente importante, essendo stata rilevata l’esistenza di una sorta di “divisione di genere” nella ricerca da parte degli utenti tra le due tipologie di servizi: è stata riscontrata infatti una maggiore tendenza a rivolgersi agli interventi e ai servizi municipali da parte delle donne ed una parallela maggiore ricerca dei servizi di emergenza sociale da parte degli uomini immigrati. L’esperienza della Casa della Donne Lucha y Siesta invece dimostra un tentativo di avviare un servizio, indirizzato alle situazioni di emergenza abitativa, orientato a fornire gli strumenti per una autonomizzazione delle donne. In America Latina, si osserva, specialmente negli ultimi anni, una riduzione del numero di persone che versano in condizione di povertà assoluta, sia grazie all’erogazione di Programmi Nazionali di Trasferimento di Reddito, che a una politica economica stabile. Se in Italia esiste una “scissione”, tanto normativa quanto di realizzazione e programmazione tra le prestazioni assistenziali e i Servizi Sociali, in Brasile tali interventi assumono una differente “organicità” fra il livello nazionale e locale. Questa particolarità ha raggiunto il suo apice negli ultimi anni, specialmente con la Política Nacional de Assistência Social (PNAS) e il Sistema Único de Assistência Social (SUAS). Per quanto riguarda le azioni statali di contrasto alla povertà, si evidenziano il Benefício de Prestação Continuada (BPC) e il Programa Bolsa Família (PBF). Quest’ultimo è ormai diventato un intervento in grado di raggiungere le fasce più povere della popolazione. Oltre alla sua ampiezza (13 milioni di famiglie – marzo 2013), ne beneficiano principalmente le madri con figli a carico e le persone nere. Però, in generale la loro partecipazione si circoscrive all’accesso al beneficio, tralasciando la frequentazione ai corsi di formazione professionali. Inoltre, alcune ricerche brasiliane evidenziano che, se da un lato vi sono punti positivi in confronto all’empowerment delle donne con il riferito programma, tale “centralità” nella figura femminile potrebbe anche portare a un sovraccarico dei compiti di cura. Comunque, sul piano operativo, i Comuni brasiliani presentano una difficoltà nell’offerta dei servizi. L’esperienza della SETRA a Fortaleza, rivela anche che le situazioni di disagio (come la violenza urbana) rallentano le prestazioni. Ciò che potrebbe segnalare la necessità di rafforzare altre politiche sociali. La cooperativa Associação Mulheres em Ação (AMA) si rivela come uno sforzo delle donne per aumentare il proprio reddito, attraverso l’economia solidale, tramite il confezionamento artigianale di prodotti. Dal punto di vista delle donne, si è riscontrato che le politiche sociali sono lontane dal loro vissuto, in quanto focalizzate principalmente sulle situazioni più gravi e per una ristretta fascia della popolazione aiutata con interventi sussidiari. Tali associazioni, nate come un tentativo di colmare le “lacune” dello Stato, portano anche un’altra concezione di intervento, quella che si concentra nella valorizzazione di spazi di solidarietà e tranquillità. Vengono così predisposti spazi in cui si possa non soltanto appagare un bisogno immediato, ma “ritrovarsi” collettivamente, “riattivarsi” autonomamente. Sono dunque principi e percezioni diverse della società, degli individui e degli interventi. Lo scenario di crisi internazionale sollecita il difficile compito di costruire nuovi modelli di società e di protezione sociale. Se si desidera che esso sia orientato veramente agli individui e alle loro vite, bisognerebbe riconoscere la diversità e la pluralità di ogni società, le esperienze e le iniziative costruite nei diversi contesti. In altre parole, come affermano le donne dell’AMB, bisognerebbe che l’estetica o il disegno della società venisse orientata secondo l’etica di questa nuova forma politica.
URI: http://hdl.handle.net/2307/6024
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
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Dipartimento di Scienze della Formazione

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