Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/5958
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dc.contributor.advisorOmbuen, Simone-
dc.contributor.authorPellegrini, Valeria-
dc.date.accessioned2018-07-10T12:34:15Z-
dc.date.available2018-07-10T12:34:15Z-
dc.date.issued2016-06-07-
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/2307/5958-
dc.description.abstractCome attestato dall’IPCC nell’ultimo Fifth Assessment Report (AR5) tra gli effetti del cambiamento climatico di natura antropica vi sono le variazioni attese della frequenza e delle caratteristiche degli eventi estremi. Recenti studi hanno individuato nelle aree urbane i contesti maggiormente vulnerabili ai cambiamenti climatici in quanto alcune loro caratteristiche potrebbero agire da fattore “amplificatore di criticità pregresse”. Ad esempio, l’incremento atteso in magnitudo ed occorrenza dei valori di precipitazione sub giornaliera potrebbe comportare maggiori disagi nei contesti urbani nei quali l’elevata percentuale di superficie impermeabilizzata induce spesso tempi di corrivazione anche inferiori all’ora e le reti di drenaggio urbano spesso risultano già correntemente sottodimensionate a causa dei rapidi processi di inurbamento occorsi negli ultimi decenni. Ciò premesso diventa fondamentale nei contesti urbani: · quantificare l’aumento dell’incidenza e la variazione delle caratteristiche di tali eventi sul territorio · valutare e gestirne le conseguenze in quanto l’aumento degli eventi estremi porta con sé una pluralità di impatti che forzano i processi graduali di trasformazione dei contesti naturali (ISPRA, 2014) e incidono sulla stabilità di condizioni territoriali (la natura dei suoli e i regimi idraulici...) che prima erano considerate “punti fermi” nello sviluppo territoriale e urbano. Il rischio crescente deve quindi essere preso necessariamente in considerazione nella definizione degli scenari di sviluppo urbano futuro. Le scelte di gestione intraprese oggi, infatti, determinano la vulnerabilità attuale e futura delle città. In termini di conoscenza e valutazione, il territorio diventa un sistema dinamico di cui non è più sufficiente considerare la sua condizione di “stato attuale delle criticità” soggetto alle sole azioni antropiche come determinanti di effetti dinamici. E’ necessario, invece, adottare una nuova visione per approfondire il valore dell’interazione tra due componenti dinamiche, quelle climatiche e quelle territoriali/urbane. Appare chiara, quindi, la necessità di “adattare la pianificazione”. Sulla base di questo, l’indagine punta alla definizione di un approccio strutturato alla gestione degli impatti sul territorio dovuti al cambiamento climatico. Tale approccio presenta più elementi di innovazione. In primo luogo, l’integrazione è l’elemento che guida lo sviluppo dell’approccio che è pensato, appunto, per essere inserito negli strumenti urbanistici. Lo strumento preso in esame, in particolare, è la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) nella struttura generale promossa dalla Direttiva Europea (2001/42/CE) e, di conseguenza, anche la sua incidenza sul processo di formazione dei piani. Da questo punto di vista, l’approccio è strutturato all’interno della VAS e ne integra i contenuti senza volerne modificare la struttura esistente se non strettamente necessario secondo il concetto del mainstreaming, che sarà spiegato in seguito. Il secondo aspetto innovativo è lo sviluppo della metodologia di approccio. L’obiettivo è ottenere un framework di analisi, stima e gestione degli impatti a livello urbano che sia aggiornabile in base alle esigenze specifiche e alle caratteristiche del sito in esame e che sia integrabile nei processi esistenti. A questo scopo, tale metodologia, denominata “risk based approach”, prende in esame le dinamiche che determinano gli impatti a livello urbano in termini di rischi. L’introduzione di questo parametro, infatti, è considerata essenziale per ottenere una caratterizzazione quantitativa oltre che qualitativa della relazione tra cambiamento climatici e condizioni preesistenti del territorio in esame. L’esito finale è, quindi, un modello concettuale innovativo di valutazione e gestione degli impatti climatici che sia il risultato dell’integrazione del risk governance framework nella procedura esistente di VAS. Tale modello deriva dall’ibridazione dei due processi esistenti ma conserva in larga parte la struttura attuale della VAS puntando ad aggiornarne i contenuti conoscitivi attraverso l’analisi e la stima dei rischi climatici locali e a definire degli obiettivi integrati di adattamento e sviluppo urbano.it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.publisherUniversità degli studi Roma Treit_IT
dc.subjectAdattamentoit_IT
dc.subjectPianificazioneit_IT
dc.subjectCambiamento climaticoit_IT
dc.titleAdattare la pianificazione al cambiamento climaticoit_IT
dc.typeDoctoral Thesisit_IT
dc.subject.miurSettori Disciplinari MIUR::Ingegneria civile e Architettura::URBANISTICAit_IT
dc.subject.isicruiCategorie ISI-CRUI::Ingegneria civile e Architetturait_IT
dc.subject.anagraferoma3Ingegneria civile e Architetturait_IT
dc.rights.accessrightsinfo:eu-repo/semantics/openAccess-
item.languageiso639-1other-
item.fulltextWith Fulltext-
item.grantfulltextrestricted-
Appears in Collections:T - Tesi di dottorato
Dipartimento di Architettura
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