Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/5945
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dc.contributor.advisorMasini, Fabio-
dc.contributor.authorCostanza, Sofia-
dc.date.accessioned2018-07-06T15:09:39Z-
dc.date.available2018-07-06T15:09:39Z-
dc.date.issued2016-06-09-
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/2307/5945-
dc.description.abstractIl lavoro analizza l’evoluzione del concetto di beni comuni e i problemi sollevati dalla governance delle risorse comuni prima di tutto nella prospettiva della storia del pensiero economico, per giungere a una narrazione delle interpretazioni e delle pratiche sociali collegate a questo concetto nel contesto della profonda trasformazione delle “istituzioni”, principalmente dovuto alla crisi economica. Il primo capitolo è dedicato a descrivere l’evoluzione del concetto di beni comuni e le criticità legate alla loro governance attraverso le chiavi interpretative fornite dagli economisti nel tempo. In particolare si sottolinea come l’assenza di una definizione univoca dei commons consenta di porre l’attenzione sulle prospettive che ne determinano le differenti interpretazioni. A partire da queste riflessioni, la tesi ripercorre l’evoluzione di questo concetto, soffermandosi sia sulla sua relazione con i beni collettivi, sia su Autori e concettualizzazioni che hanno preceduto e preparato il terreno per gli studi di Elinor Ostrom. Si evidenzia così come le elaborazioni di Musgrave, Tiebout e Ostrom siano più in generale rappresentative di un’evoluzione della visione del ruolo dell’autorità pubblica e delle istituzioni nella storia. Il primo capitolo conclude con uno sguardo sulle innovazioni e prospettive apportate dal lavoro di Ostrom e gli interrogativi posti dalle diverse forme di organizzazione dei sistemi di governance dei beni comuni. Poiché oggi il tema dei beni comuni e delle risorse condivise è interpretato sovente nell’ottica di un’organizzazione federale del governo e della governance, nell’ultima parte vengono accennate alcune problematiche sollevate da differenti prospettive sull’organizzazione federale delle istituzioni e la redistribuzione delle risorse. A partire da queste premesse, la seconda parte della tesi è impostata sull’analisi del concetto di beni comuni e delle sue interpretazioni da parte della società civile e di specifiche comunità, alla luce delle più recenti trasformazioni istituzionali collegate alla crisi economica. Ci si sofferma sul caso di studio della gestione dei beni comuni urbani a Roma e sull’emersione di alcune specifiche realtà, quelle dei centri sociali, analizzando l’evoluzione dei processi di autorganizzazione attorno alle risorse urbane da parte di comunità di cittadini. Attraverso un’analisi storica si evidenzia in questa parte come tali forme di gestione siano il risultato di specifici fattori di contesto, di trasformazioni economiche e della regolamentazione, nonché di meccanismi operativi di gestione e applicazione delle regole a livello locale, che hanno fortemente impattato sulla distribuzione delle risorse urbane e sullo sviluppo socio-economico della città. Si mostra come lo scostamento fra le regole formali e le regole operative in uso abbia sostenuto la formazione dei processi di autorganizzazione attorno a tali beni comuni urbani e come questo passaggio sia stato catalizzato dall’impatto della crisi economica sul livello di qualità della vita ed accesso ai servizi per i cittadini, motivando forme radicali di appropriazione di spazi vuoti e inutilizzati della città. L’ultima parte di questa sezione tenta di estendere lo schema interpretativo di Ostrom dei sistemi socio-ecologici al caso di studio della città di Roma, mostrando i motivi per cui il fallimento nella gestione delle risorse urbane a Roma sia rappresentativo di un fallimento istituzionale attorno alla gestione delle “risorse comuni” caratterizzato dalla presenza di attori molto differenti fra loro in grado di condizionare la formazione e applicazione delle regole, generando ampi squilibri e un iper-sfruttamento del territorio urbano. Le variabili che hanno influenzato tale risultato sembrano qui fortemente collegate dunque alla mancanza dell’autorità pubblica nel sostenere le necessità delle comunità locali, e in questo senso si collegano all’analisi della trasformazione del ruolo del settore pubblico di fronte ai vincoli imposti dalla crisi economica. In questi termini l’enfasi sui beni comuni e le forme di autorganizzazione delle comunità risulta dalla retrocessione del settore pubblico dal suo compito di sostengo al welfare, di equa redistribuzione delle risorse e bilanciamento degli squilibri del mercato. L’ultimo capitolo è dedicato all’analisi di uno specifico caso di bene comune urbano, il centro polifunzionale S.Cu.P., esaminato attraverso la ricerca-azione e la somministrazione di una survey (questionario). Il caso di studio esemplifica il meccanismo di autorganizzazione da parte delle comunità locali attorno alla gestione delle risorse urbane lasciate abbandonate. Si evidenzia qui la relazione fra i meccanismi di valorizzazione economica del patrimonio pubblico nel particolare contesto di Roma e i tentativi di autorganizzazione attorno all’uso di queste risorse per l’accesso a dimensioni importanti del benessere sociale e ambientale. L’attuale regressione della sfera pubblica, divenuta ormai “semi-impotente” nella garanzia dei diritti e allo stesso tempo “semi-autoritaria” nell’imposizione delle regole della governance economica, imposta il discorso sulle risorse pubbliche e condivise negli stessi termini del discorso sulla governance delle risorse comuni di gruppo (common-pool-resources), al di fuori del governo. È in questo senso che il tema dei beni comuni si colloca all’interno delle trasformazioni istituzionali come quelle del diritto. Se i confini delle istituzioni e del loro potere si fanno labili sulla base del vincolo economico e gli Stati si muovono su meccanismi di accentramento del potere nel derogare per ragioni di urgenza norme sociali e Costituzionali, favorendo la crescita di potere delle élites private, il risultato è una governance senza governo in cui gli attori dotati di maggiori mezzi possono definire regole operative che sono ben lontane da quelle collettivamente concordate di livello superiore (ad esempio quelle costituzionali – sugli obiettivi – o quelle di scelta collettiva – sulle modalità di scelta e gli attori coinvolti nel processo).it_IT
dc.description.abstractThe work analyzes the evolution of the concept of the commons and the problems raised by the governance of common resources. It starts from the perspective of the history of economic thought to reach a narration of the interpretations and social practices linked to this concept in the context of a profound transformation of the "institutions" mainly due to the economic crisis. The first chapter describes the evolution of the concept of the commons and the critical issues related to their governance through the interpretative keys provided by the economists over time. In particular, it is stressed that the absence of a clear definition of the commons enables to focus on the perspectives that determine their different interpretations. From these considerations, the thesis traces the development of this concept, focusing both on its relationship with collective goods, and on authors and conceptualizations which preceded and prepared the ground for Elinor Ostrom studies. It highlights as well how the elaboration by Musgrave, Tiebout and Ostrom are more generally representative of an evolution of the envision of the role of public authorities and institutions in history. The first chapter concludes with a look on the insights and innovations provided by the work of Ostrom and the questions posed by different forms of organization of the systems of governance of the commons. Since today the theme of the commons is often interpreted in view of a federal organization of government and governance, in the last part are mentioned some of the issues raised by different perspectives on the organization of federal institutions and the redistribution of resources. From these perceptions, the second part of the thesis is set on the analysis of the concept of the commons and its interpretations by civil society and specific community actors, in light of the most recent institutional changes linked to the economic crisis. It focuses on the case study of the management of urban commons in Rome and on the emergence of some specific reality, those of the "social centers", analyzing the evolution of self-organization processes around urban resources by the community of citizens. An historical analysis highlights in this part how such forms of management are the result of specific contextual factors - economic transformations and regulations; operating mechanisms of management and implementation of rules at the local level - which had a significant impact on distribution of urban resources, and on the socio-economic development of the city. This part shows how the deviation between the formal rules and operational rules in use supported the formation of self-organizing processes around such urban commons: it underlines how this passage has been catalyzed by the impact of the economic crisis on the level of quality of life and access to services for citizens, motivating radical forms of appropriation of empty and abandoned spaces of the city. The last part of this section attempts to extend the interpretative scheme of Ostrom's framework to analyze the socio-ecological systems to the case study of the city of Rome. This application highlights that the failure in urban resource management in Rome is representative of an institutional failure around the management of "common resources" characterized by the presence of very different actors who influence the formation and application of the rules, leading to large imbalances and over-exploitation of urban land. The variables that affected these outcomes seem here strongly connected to the lack of public authorities in supporting the needs of local communities: in this sense the issue of the Commons is connected to the analysis of the transformation of the public sector's role in facing the constraints imposed by the economic crisis. In these terms, the emphasis on common goods and the forms of self-organization of the community comes from the reverting of the public sector from its role of support to welfare, equitable redistribution of resources and of balancing the market imbalances. The last chapter is devoted to the analysis of a specific case study of urban commons, the occupied social multipurpose center S.Cu.P., examined through action research through the administration of a survey (questionnaire). The case study exemplifies the mechanism of self-organization by local communities around the management of an abandoned premise. This case-study emphasize the conflict between the mechanisms of economic valorization of public property in the particular context of Rome and the attempts of self-organization around the use of these resources by community actors in order to access important dimensions of social and environmental wellbeing. The current regression of the public sphere, which has become "semi-helpless" in the warranty of the rights and at the same time "semi-authoritarian" in the imposition of economic governance rules, sets the discourse on public shared resources in the same terms of the governance of common-pool-resources, outside of the government. It is in this sense that the issue of common property lies within the institutional transformations such as those of the right. When the boundaries of the institutions and their power become labile on the basis of economic constraints and they acts through mechanisms of centralization of power in waiving social and constitutional rules for reasons of urgency, the growth of power of private and public élites is likely to increase: the result is a governance without government in which actors with greater means can define operational rules which are far from those collectively agreed at higher levels (constitutional and collective choice rules).it_IT
dc.language.isoenit_IT
dc.publisherUniversità degli studi Roma Treit_IT
dc.subjectCommonsit_IT
dc.subjectOstromit_IT
dc.subjectEconomic Crisisit_IT
dc.subjectUrban Commons Romeit_IT
dc.titleEconomic crisis, role of public authorities and the commons : Rome and the governance of urban resourcesit_IT
dc.typeDoctoral Thesisit_IT
dc.subject.miurSettori Disciplinari MIUR::Scienze politiche e sociali::STORIA DELLE ISTITUZIONI POLITICHEit_IT
dc.subject.isicruiCategorie ISI-CRUI::Scienze politiche e sociali::Political Science & Public Administrationit_IT
dc.subject.anagraferoma3Scienze politiche e socialiit_IT
dc.rights.accessrightsinfo:eu-repo/semantics/openAccess-
item.fulltextWith Fulltext-
item.languageiso639-1other-
item.grantfulltextrestricted-
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