Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/5924
Title: La grammaticalizzazione nei sistemi di allineamento : diacronia, tipologia e struttura
Authors: Ganfi, Vittorio
metadata.dc.contributor.advisor: Pompei, Anna
Keywords: Sistemi di allineamento
Grammaticalizzazione
Linguistica tipologica
Issue Date: 22-Apr-2016
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: Questo lavoro si propone di offrire un’analisi dettagliata dei processi diacronici coinvolti nello sviluppo dei sistemi di allineamento, ricostruendo, in particolar modo, i percorsi evolutivi attraverso cui si sono sviluppati i sistemi di allineamento semantico. Malgrado il tema dell’evoluzione dei percorsi diacronici nei sistemi di allineamento sia stato affrontato in molti contributi, impegnando linguisti appartenenti a varie tradizioni speculative, molte questioni rimangono ancora quasi del tutto inesplorate. Le riflessioni teoriche che hanno riguardato l’allineamento semantico si sono prevalentemente soffermate su un numero limitato di aspetti di un fenomeno in realtà alquanto complesso, indagando, tra l’altro, poche famiglie linguistiche. Non è invece stata elaborata una rappresentazione unitaria del fenomeno che tenesse in considerazione sia le stratificazioni di strutture grammaticali che possono essere ricondotte all’allineamento semantico sia la variazione tipologica di questi sistemi nelle lingue del mondo. Come verrà mostrato in questo lavoro, l’etichetta allineamento semantico include, in effetti, un numero elevato di sistemi linguistici caratterizzati da aspetti strutturali diversi. La ricognizione tipologica del fenomeno rivela, inoltre, che sono molte lingue del mondo che realizzano questo schema di organizzazione degli argomenti. Le ragioni del ritardo e della parzialità con cui sono stati esplorati i percorsi diacronici dei sistemi semantici sono molteplici. Possono, da un lato, essere chiamate in causa ragioni teoriche. Molti modelli grammaticali sono stati elaborati sulla base dei sistemi accusativi o, in un secondo momento, sulla base di quelli ergativi. Le lingue che presentano questi sistemi di allineamento sono accomunate dall’organizzazione delle relazioni grammaticali di tipo formale e definiscono, pertanto, i rapporti attanziali secondo principi diversi da quelli che governano la realizzazione degli argomenti nelle lingue caratterizzate da allineamento semantico. La differenza nei principi alla base dei modelli teorici ha orientato l’interesse degli studiosi verso aspetti grammaticali non presenti nelle lingue con allineamento semantico. La distribuzione interlinguistica dei sistemi semantici ha, dall’altro lato, ostacolato per lungo tempo la presa di coscienza da parte degli studiosi occidentali di questi sistemi. Nessuna lingua con allineamento semantico fa parte (se non con alcuni esempi marginali e periferici) della grande famiglia indeuropea. I sistemi semantici sono, inoltre, alquanto rari nella macroarea euroasiatica che raggruppa le lingue in assoluto più studiate. Le poche lingue con allineamento semantico parlate in Europa e in Asia si collocano in aree periferiche, quali la Siberia o il Caucaso. Per tali ragioni le prime trattazioni dei sistemi semantici sono state elaborate nell’ambito della linguistica americana o sovietica. Questi primi lavori hanno avuto il merito di richiamare l’attenzione dei linguisti sui sistemi semantici, inaugurando dibattiti ancora oggi vitali, come quello relativo sulla natura attiva/stativa dell’indeuropeo, che verrà richiamato al capitolo 5. È tuttavia mancata in queste prime rappresentazioni del fenomeno una disamina vasta e scrupolosa dell’allineamento semantico nelle lingue del mondo, necessaria per apprezzarne la varietà di manifestazione e l’ampiezza della diffusione interlinguistica. L’elaborazione teorica raggiunta dalla linguistica contemporanea e la disponibilità di ricognizioni tipologiche vaste e complesse hanno permesso una rappresentazione articolata ma unitaria del concetto di allineamento semantico e della sua distribuzione interlinguistica. Questo binomio (definizione strutturale del fenomeno e distribuzione tipologica) costituisce il presupposto del presente lavoro. Nei diversi capitoli sarà infatti messo in evidenza che esiste un rapporto di interdipendenza tra la distribuzione tipologica dei sistemi di allineamento semantico e tratti grammaticali. Verrà, inoltre, mostrato che questa correlazione strutturale non può essere spiegata da fattori genetici, in quanto può essere riscontrata in famiglie e aree linguistiche irrelate. Le motivazioni più convincenti riguardano l’esistenza di percorsi diacronici ricorrenti e di determinazioni funzionali generali che possono favorire la rianalisi che porta ai sistemi semantici. Verranno quindi chiarite le dinamiche diacroniche che possono condurre allo sviluppo dei sistemi di allineamento semantico. Verrà, infine, elaborata una proposta interpretativa che, raggruppando i principi semantici e pragmatici alla base dei vari sistemi di allineamento, possa chiarire le corrispondenze funzionali coinvolte nei sistemi di allineamento semantico. La ricognizione di queste due motivazioni diverse ma non contrapposte – percorsi diacronici e corrispondenze funzionali – permette di rappresentare il fenomeno dell’allineamento semantico in maniera unitaria, spiegando l’insieme variegato di fenomeni che si associano con questo sistema di allineamento. Il lavoro si compone di due sezioni: una introduttiva, articolata nei capitoli 1, 2 e 3, e una centrale che riguarda i capitoli 4 e 5. Nella parte introduttiva il primo capitolo fornisce un resoconto storico sulla nascita del paradigma tipologico. In esso viene mostrato il lento percorso che ha condotto alla elaborazione della sensibilità tipologica. Ci si soffermerà soprattutto sui presupposti metodologici che hanno consentito alla linguistica tipologica contemporanea di maturare un preciso apparato teorico attraverso cui fosse possibile indagare i fenomeni grammaticali in campioni linguistici ampi. Questa possibilità ha permesso la ricognizione di tratti formali che non possono essere considerati nell’ambito di una sola lingua o di lingue strutturalmente affini. Un caso significativo riguarda proprio i sistemi di allineamento. Come mostra il secondo capitolo, il concetto teorico di sistema di allineamento non potrebbe essere formulato senza una ricognizione tipologica ampia e articolata. Lo studio delle lingue del mondo ha infatti reso evidente che molte delle categorie tradizionali non possono essere considerate universali, in quanto non si dimostrano adeguate per la descrizione delle relazioni grammaticali di tutti i sistemi linguistici. Nello stesso capitolo sono infatti distinti i raggruppamenti tipologici più importanti in relazione al modo in cui le lingue organizzano le relazioni grammaticali nella frase semplice. Nel terzo capitolo vengono invece messe in luce le potenzialità esplicative della grammatica di categorie e costruzioni, mostrando come questo modello possa rappresentare i rapporti di interdipendenza tra il livello concettuale e quello linguistico. È infatti possibile catturare delle corrispondenze precise tra i principi organizzativi che agiscono a livello semantico e pragmatico e le strutture formali che si concretizzano a livello linguistico. La seconda sezione del lavoro consta di una parte diacronica (capitolo 4) e di una parte sincronica (capitolo 5). Nella parte diacronica viene, primariamente, analizzato il potenziale esplicativo della ricostruzione diacronica per alcuni fenomeni connessi con i sistemi di allineamento, quali la scissione dell’ergatività connessa all’animatezza o al tempo verbale. Vengono quindi ricostruiti i vari percorsi evolutivi che possono condurre alla evoluzione di sistemi di allineamento semantico. Questi vengono distinti in relazione al sistema di partenza (accusativo o ergativo) e al tipo di fattore che ha promosso la rianalisi. Possono infatti essere individuati vari fattori che possono favorire la rianalisi di un sistema di allineamento in termini semantici. Alcuni di questi fattori sono interni al sistema linguistico e pertanto sono stati definiti strutturali. Accanto a quelli strutturali esistono fattori extralinguistici (quali i fattori areali o sociolinguistici) che, benché siano esterni al sistema, possono comunque determinare importanti rimodulazioni nell’assetto formale delle lingue e condurre allo sviluppo di sistemi semantici. Il quinto capitolo affronta la questione dei tratti tipologici che si correlano alle lingue semantiche, riconoscendo che alcuni di questi rappresentano una conseguenza dei processi diacronici, mentre altri possono essere ricondotti all’adozione di alcuni principi funzionali. Per rendere esplicite le peculiarità delle lingue con sistema di allineamento semantico viene proposto un modello teorico (il continuum della complessità) nel quale la caratterizzazione tipologica del sistema semantico viene confrontata con le lingue che organizzano le realizzazioni secondo principi diversi. Il continuum della complessità raccoglie corrispondenze strutturali che, se associate alle motivazioni funzionali, consentono di spiegare coerentemente le caratteristiche tipologiche delle lingue con allineamento semantico.
URI: http://hdl.handle.net/2307/5924
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
Appears in Collections:Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo
T - Tesi di dottorato

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