Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/5256
Title: L'integrità del mercato : profili civilistici e regolatori per un'agenda di ricerca
Authors: Diele, Giovanni
metadata.dc.contributor.advisor: Zoppini, Andrea
Keywords: integrità
mercato
enforcement
responsabilità
Issue Date: 18-Apr-2012
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: La tesi intende analizzare il significato di un sintagma che compare nel decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 – Testo unico della Finanza („TUF‟): l’integrità del mercato (o dei mercati), ed al quale appare possibile imputare la natura di principio ordinante sia nell‟ambito della disciplina dei mercati finanziari, la revisione della quale è ormai al centro del dibattito dottrinale dopo la crisi che ha colpito il settore, sia nell‟ambito dei rapporti tra consumatori e risparmiatori da un lato e istituti di credito, intermediari ed emittenti quotati dall‟altro. L’integrità del mercato appare, infatti, principio generale nel quale può risolversi, da un canto, l‟attività del legislatore e dei regolatori volta a preservare (o meglio contribuire alla costruzione) di mercati efficienti e pienamente concorrenziali; dall‟altro canto, l‟individuazione dei più opportuni rimedi, pubblicistici e privatistici a un tempo, volti a tutelare la libertà di scelta degli attori deboli del mercato, i consumatori-investitori. Quanto appena affermato, vale a dire il ruolo bifronte che occorre assegnare all’integrità del mercato, è reso del resto palese anche dalla sua collocazione topografica, all‟interno del TUF. Si vedano ad esempio: i. l‟art. 6, comma 02, TUF (rubricato “Vigilanza regolamentare”) dispone che “Per le materie disciplinate dalla direttiva 2006/73/CE, della Commissione, del 10 agosto 2006 [in tema di requisiti di organizzazione e condizioni di esercizio dell‟attività delle imprese di investimento, n.d.a.], la Banca d‟Italia e la Consob possono mantenere o imporre nei regolamenti obblighi aggiuntivi a quelli previsti dalla direttiva medesima solo nei casi eccezionali in cui tali obblighi sono obiettivamente giustificati e proporzionati, tenuto conto della necessità di fare fronte a rischi specifici per la protezione degli investitori o l’integrità del mercato” (enfasi aggiunta); ii. l‟art. 21, comma 1, lett. a), TUF (rubricato “Criteri generali” e collocate nell‟ambito della disciplina delle attività e dei servizi di investimento) prevede che “Nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento e accessori i soggetti abilitati devono: a) comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, per servire al meglio l‟interesse dei clienti e per l‟integrità dei mercati; […]” (enfasi aggiunta). Nella prima delle disposizioni considerate l’integrità del mercato segna l‟obiettivo che le autorità di vigilanza possono porre a fondamento di interventi regolatori straordinari sui mercati; nella seconda, l‟integrità dei mercati segna invece lo scopo al quale debbono conformarsi le condotte delle imprese di investimento nell‟esercizio della loro attività. In questa prospettiva, l‟indagine è stata, quindi, indirizzata a cogliere le potenzialità della integrità del mercato, quale norma di principio o clausola generale dell‟ordinamento del mercato. Alla luce del quadro normativo di riferimento, in particolare, la prima alternativa che si è tentato di sciogliere è nella qualificazione da attribuire all‟espressione integrità del mercato in termini, appunto, di clausola generale o norma di principio. Sciolta questa alternativa, l‟indagine prosegue con una rassegna di economia, oltre che di diritto, allo scopo d‟intendere al meglio, e riempire di contenuto, la nozione di mercato e di mercato integro, nonché dei soggetti che ne sono i protagonisti. L‟analisi continua poi con una disamina dei fondamentali profili civilistici e regolatori interessati dalla nozione di integrità del mercato e, dunque, sia degli effetti che, sul piano dei rapporti interprivati discendono dalla messa in pericolo o dalla lesione dell‟integrità dei mercati; sia delle misure che, sul piano pubblicistico dell‟attività di vigilanza, le autorità hanno adottato o possono adottare per assicurare la conservazione dell’integrità del mercato. A questo fine, una volta compiutamente articolato il significato della nozione in parola, si è tentato di verificare se e in che termini l’integrità del mercato necessiti di essere tutelata attraverso i rimedi e le tecniche di tutela proprie del diritto privato accanto agli strumenti tipici di public enforcement per assicurarne l‟effettività. Anche in considerazione della novità della tematica affrontata, a conclusione della presente trattazione – e questo è evidentemente il senso della sua titolazione – si è inteso proporre una serie di tematiche utili ad un‟agenda di ricerca. A questo scopo l‟indagine prova ad evidenziare le interrelazioni sistematiche tra tutele civilistiche e disciplina della vigilanza che sembrano potere discendere dalla analisi del significato di integrità del mercato, ossia di quella che, come detto, può a mio avviso essere definita come norma di principio dell‟ordinamento dei mercati, cui regolazione, comportamenti degli emittenti e degli intermediari e più in generale delle imprese, debbono ispirarsi a tutela dei consumatori-investitori e, in definitiva, del nostro attuale sistema economico-politico.
URI: http://hdl.handle.net/2307/5256
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
Appears in Collections:X_Dipartimento di Diritto dell'Economia ed Analisi Economica delle Istituzioni
T - Tesi di dottorato

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