Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/5025
Title: Governare la complessità. Un approccio tridimensionale allo studio dei piani di zona: il caso della Regione Lazio.
Authors: Melchiorre, Eleonora
metadata.dc.contributor.advisor: Burgalassi, Marco
Keywords: welfare locale
sussidiarieta'
programmazione sociale
governance
partecipazione
Issue Date: 18-Jun-2015
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: Il lavoro presentato prende le mosse dalle considerazioni sulle trasformazioni dello Stato sociale e dell’azione pubblica in direzione di un’apertura verso nuovi modelli riconducibili al concetto di public governance collaborativa. Nello specifico, la ricerca si propone di esplorare i processi di governance che si sviluppano all’interno di dispositivi di programmazione negoziata, quali i Piani di zona. Si tratta di strumenti di governo e regolazione delle politiche socio-assistenziali, introdotti in Italia dalla L.328/00. L’indagine privilegia l’analisi di un contesto ben preciso, quello del Lazio, selezionando al suo interno alcuni ambiti provinciali e distrettuali secondo le strategie non probabilistiche (purposefull and convenience sample) che caratterizzano la metodologia qualitativa del case study. In prima analisi, una delle domande cui intende rispondere questo lavoro è relativa al come, al modo in cui si configurano i processi di costruzione dei Piani di zona nel Lazio. Per dare risposta a questo interrogativo si è deciso di lavorare su tre livelli di analisi (da qui la scelta dell’aggettivo tridimensionale nel titolo), volti a ricostruire la dimensione verticale ed orizzontale delle architetture di governance e la loro reciproca influenza. Le riflessioni analitiche cercheranno, inoltre, di indagare i perché, i diversi fattori esplicativi che hanno condotto allo sviluppo di certi assetti e modelli di governance. In particolare, verranno considerate sia le variabili strutturali che le variabili processuali, al fine di riflettere sulle condizioni organizzative, economiche, istituzionali e politiche che hanno favorito od ostacolato l’affermazione di soluzioni condivise, lo sviluppo armonico del sistema e un atteggiamento cooperativo tra i vari livelli di governo e le diverse tipologie di attori istituzionali e non. Allo stesso tempo, si cercherà di comprendere quanto contano le eredità istituzionali in termini di path dependence; quanto incide l’effettivo coinvolgimento del livello politico; che ruolo ha la leadership istituzionale; quali strutture amministrative e competenze tecniche favoriscono lo sviluppo della cooperazione e del coordinamento; quanto influisce la tensione tra indirizzo e gestione; che ruolo hanno gli organismi di pianificazione; quali precondizioni favoriscono la partecipazione del tessuto associativo locale. Le evidenze empiriche ci restituiranno un quadro regionale molto frammentato, in cui la configurazione dei regimi di governance ha una spiccata caratterizzazione locale e non rappresenta affatto l’esito della costruzione sistematica di un modello di sussidiarietà.
URI: http://hdl.handle.net/2307/5025
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
Appears in Collections:T - Tesi di dottorato
Dipartimento di Scienze della Formazione

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