Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/493
Title: Il sistema antitrust nel mercato comunitario alla luce della prassi applicativa del Regolamento 1/03 : convergenza normativa e cooperazione istituzionale
Authors: Vergnano, Eleonora
metadata.dc.contributor.advisor: Benvenuti, Paolo
Issue Date: 5-May-2009
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: SCUOLA DOTTORALE INTERUNIVERSITARIA INTERNAZIONALE IN "DIRITTO EUROPEO, STORIA E SISTEMI GIURIDICI DELL'EUROPA" sez. Diritto europeo XXI Ciclo ABSTRACT IL SISTEMA ANTITRUST NEL MERCATO COMUNITARIO ALLA LUCE DELLA PRASSI APPLICATIVA DEL REGOLAMENTO 1/03: CONVERGENZA NORMATIVA E COOPERAZIONE ISTITUZIONALE Relatore: Dottoranda: Chiar. mo Prof. Paolo Benvenuti Eleonora Vergnano Oggetto dell'elaborato e sviluppo dell'analisi L'elaborato ha ad oggetto la verifica dell'attività delle Autorità garanti della concorrenza e dei giudici nazionali nell'applicazione decentrata degli articoli 81 e 82 TCE, a seguito dell'adozione del Regolamento del Consiglio del 16 dicembre 2002 n. 1/2003/CE (di seguito, il Regolamento), e le modalità di attuazione del coordinamento delle suddette istituzioni tra loro e con la Commissione europea. La ricostruzione, alla luce della prassi degli anni successivi all'adozione del Regolamento, dei ruoli degli attori del nuovo sistema antitrust, che operano in ordinamenti diversi e ciascuno nel proprio ambito di competenza, ha come obiettivo di verificare la coerenza del sistema volto a garantire l'applicazione efficace ed uniforme delle regole comunitarie della concorrenza. A tal fine, l'analisi nell'elaborato si sviluppa a partire dalla definizione del processo di decentramento nell'applicazione delle norme antitrust, in favore delle autorità nazionali, nell'avanzato processo di integrazione europea. Infatti, come dimostrato nel testo, il decentramento in materia di concorrenza risulta non essere un evento isolato, ma, piuttosto, si innesca nello sviluppo dell'attività della Commissione volta a favorire, nei settori in cui è stato possibile, l'attuazione a livello interno delle normative di esecuzione, lasciando alla stessa un ruolo di indirizzo, di coordinamento e di controllo delle azioni negli Stati membri, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale collaborazione. Con particolare riferimento all'applicazione delle regole di concorrenza comunitarie a livello interno, speciale attenzione è stata data alle modalità di attuazione del decentramento e alle modifiche normative di principio introdotte dal Regolamento. In particolare, ai sensi delle disposizioni del Regolamento, le Autorità e le giurisdizioni nazionali diventano competenti ad applicare gli articoli 81 e 82 TCE nella loro interezza e senza limitazione alcuna. In aggiunta a ciò, il citato Regolamento elimina l'onere delle imprese di notificare preventivamente alla Commissione ogni accordo, pratica concordata o decisione di associazione di imprese, al fine di ottenere l'esenzione dal divieto ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 3, TCE, in favore di un regime di autovalutazione da parte delle stesse imprese, il c.d. regime di eccezione legale. Nello sviluppo dell'analisi, viene dimostrato come tali modifiche alla normativa comunitaria e il principio della convergenza tra quest'ultima e le normative nazionali abbiano orientato i sistemi giuridici interni verso un parallelo allineamento delle regole di procedura rispetto al modello comunitario. A seguito dell'adozione del Regolamento si è avviato un processo di convergenza delle regole procedurali in materia antitrust affidato, in prima battuta, all'adeguamento della normativa nazionale a quella comunitaria e, inoltre, alla prassi applicativa della Commissione, delle Autorità, dei giudici nazionali e interpretativa della Corte di Giustizia. La tesi, quindi, si sviluppa nell'analisi delle modifiche attuate o da attuare alle normative nazionali in tema di concorrenza per adeguarne le disposizioni alla normativa comunitaria su vari temi, e nella verifica delle modalità della cooperazione interistituzionale e multilivello, sia in relazione alle Autorità della concorrenza che ai giudici nazionali. L'esame svolto assume connotati diversi a seconda delle istituzioni prese in considerazione e dei compiti alle stesse affidati. Infatti, da un lato, su un piano pubblicistico, opera l'Autorità amministrativa, cui è istituzionalmente affidata dalla legge la funzione di tutelare la concorrenza, e che agisce nell'interesse pubblico e in posizione di indipendenza, per dare attuazione alle norme antitrust (nazionali e comunitarie). Ciascuna Autorità nazionale opera come parte di una rete nel quadro creato dal Regolamento e avvalendosi degli strumenti di cooperazione e coordinamento ivi previsti (è il c.d. public enforcement). Dall'altro lato, in sede civile, operano i giudici ordinari che, su domanda di singoli interessati, garantiscono la tutela delle loro posizioni giuridiche soggettive che siano state lese da condotte d'impresa in violazione delle norme antitrust (è il c.d. private enforcement). Nell'analizzare i rapporti tra i diversi ambiti di attuazione del diritto antitrust, l'elaborato evidenzia il ruolo complementare delle giurisdizioni rispetto alle Autorità antitrust nazionali e alla stessa Commissione. I vari aspetti di questa complementarietà sono analizzati nella tesi con lo scopo di dimostrarne la caratterizzazione comune, quella per cui forme distinte di tutela della concorrenza (pubblica e privata), possono accrescere l'efficacia complessiva della tutela offerta dalle norme antitrust.
URI: http://hdl.handle.net/2307/493
Appears in Collections:X_Dipartimento di Diritto Europeo. Studi Giuridici nella dimensione nazionale, europea, internazionale
T - Tesi di dottorato

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