Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/4772
Title: Ri-abitare : auto-recupero assistito del patrimonio pubblico
Authors: Di Felice, Emanuela
metadata.dc.contributor.advisor: Careri, Francesco
Keywords: patrimonio pubblico
autorganizzazione
autorecupero
cooperative di abitanti
Issue Date: 16-Jun-2015
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: E’ possibile trasformare il patrimonio pubblico in stato di abbandono in una risorsa (in termini di alloggi sociali) per l’emergenza abitativa? Ci sono delle strategie di intervento (di tipo territoriale e tecnologico) capaci di trasformare l’esistente in una progettazione della citta che risponde ai valori di densifcazione e mixite. Davanti alla crisi economica e necessario rivalutare il ruolo degli abitanti come autocostruttori (ed investitori) del proprio habitat, inserendo la partecipazione attiva di questi nel processo di trasformazione come strategia per l’abbattimento dei costi. Ia progettazione e la realizzazione partecipata sono in grado di di garantire inoltre la gestione dello spazio (privato e pubblico) degli alloggi popolari autorecuperati. La legge regionale del 98 sull’Autorecupero e stata applicata a Roma su 11 edifci con grandi diffcolta di esecuzione e gestione del processo. La ricerca si presenta dunque come occasione per svolgere una rifessione rispetto agli obiettivi raggiunti, alle criticita individuate durante il processo, al fne di raccogliere un report capace di aprire questa forma di produzione casa a nuove sperimentazioni future che tengano conto delle diffcolta incontrate attraverso la ricerca e il know how. In Uruguay dagli anni 60 si recupera il patrimonio storico in stato di abbandono tramite cooperative di abitanti. In Francia e Germania si promuove il riuso di edifci esistenti come forma di abbattimento dei costi. Alcune regioni italiane stanno promuovendo l’autorecupero come forma di produzione di alloggi popolari. Il consumo di suolo e ormai un dato preoccupante in Italia, e pertanto riconosciuta l’importanza del riuso dell’esistente come strategia di densifcazione. I movimenti di lotta per la casa rivendicano la trasformazione tramite autorecupero o semplicemente recupero, ma a mio giudizio per andare avanti su questa strada e necessaria una rifessione profonda e puntuale capace di correggere gli errori commessi fno ad oggi. Il metodo di ricerca qualitativa comparativa che e stato sviluppato in questo testo, ha visto l’analisi dei fenomeni patologici che hanno generano il problema, la fattezza dei fattori scatenanti: valore, atteggiamento, complessita. Si e proceduto ad una raccolta dei documenti che testimoniano la potenzialita dell’applicabilita dell’autorecupero a Roma rispetto ai dati dell’emergenza abitativa oggi. Le interviste a testimoni coinvolti nel processo: di soggetti con competenze acquisite, ruoli svolti, esperienze fatte, sapere accumulato. In una seconda fase si e proceduto alla raccolta di esempi internazionali di riuso dell’esistente anche non strettamente connessi al processo di autorecupero, ma di simile impostazione. Infne gli ultimi due capitoli si concentrano verso una proposizione per un autorecupero assistito, che veda prima di tutto una riformulazione della legge che ponga le condizioni per un controllo del territorio e delle sue risorse, unitamente alle linee guida per una realizzazione ad opera d’arte.
URI: http://hdl.handle.net/2307/4772
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
Appears in Collections:T - Tesi di dottorato
Dipartimento di Architettura

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