Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/4771
Title: La parte per il tutto : la costruzione dell'urbanità negli spazi culturali del SESC São Paulo
Authors: Muccitelli, Serena
metadata.dc.contributor.advisor: Cremaschi, Marco
Keywords: post-metropoli
urbanità
cultura
spazio pubblico
attrezzature collettive
Issue Date: 16-Jun-2015
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: Sullo sfondo della città del XXI secolo, di cui San Paolo del Brasile, con la sua Regione Metropolitana e i suoi venti milioni di abitanti, offre un esempio significativo, la ricerca focalizza alcune emergenze, luoghi, che funzionano come punti di accumulazione simbolica, spazi della prossimità fisica, luoghi dell’integrazione sociale, dell’aggregato e del collettivo. Si tratta di luoghi in cui si esprime la cultura civica contemporanea e che offrono alla riflessione nuove manifestazioni dello spazio pubblico urbano. Nella ricerca, la possibilità di incontrare delle ‘sacche’ di urbanità nella metropoli, costituisce il nodo di senso per contrastare l’idea, che la realtà urbana contemporanea sia il regno sedato del realismo, della neutralità e della sedentarietà; il regno prodotto dalla ‘caduta’ del centro identitario e tenuto insieme dal residuale. La ricerca fa due operazioni principali. La prima è predisporre uno strumento interpretativo del funzionamento della realtà metropolitana, di validità generale. Lo strumento individua una possibilità di coordinamento e applicazione per il progetto urbano post-metropolitano, che si alimenta del necessario salto di scala tra gli elementi della metropoli: il continuum generico e indistinto che pervade lo spazio urbano e le polarità attorno alle quali si articola la vita urbana, sottoinsiemi spazialmente configurati che lavorano come punti di orientamento e costruzione di senso rispetto alla metropoli tutta. La seconda operazione della ricerca completa il modello interrogando la possibilità di condensare le relazioni di urbanità in un luogo che sia significativo rispetto alla città tutta e per la città. È possibile ipotizzare che la parte si sostituisca al tutto? Quali dispositivi urbani si attivano perché questo avvenga? La metafora prende consistenza attraverso il caso paradigmatico del SESC-São Paulo. L’organizzazione realizza dei dispositivi che, mettendo insieme una specificità formale (l’edificio) e un progetto educativo esplicito e sofisticato, fanno una proposta urbana che va oltre l’idea di spazio pubblico che la società occidentale ha maturato finora. Attraverso il tipo di cultura offerto dalla casistica presentata, antropologica, civica, elevata e marginale, formale e informale, il SESC suggerisce che il pubblico del futuro si esprimerà sempre più attorno ai valori della condivisione e della diversità culturale. Inoltre, il carattere adattivo e resiliente dell’istituzione, offre, alla riflessione sui luoghi della città, la proposta dei centri culturali quali poli di un sistema di significati e cultura, a cui incardinare un’agenda urbana più inclusiva, che usi la cultura come facilitatore per creare luoghi e mediare la relazione tra persone e città.
URI: http://hdl.handle.net/2307/4771
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
Appears in Collections:T - Tesi di dottorato
Dipartimento di Architettura

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