Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/476
Title: Modellazione numerica delle inondazioni fluviali
Other Titles: Numerical modelling of fluvial inundations
Authors: Prestininzi, Pietro
metadata.dc.contributor.advisor: Calenda, Guido
Issue Date: 6-Apr-2009
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: Lo scopo di questa tesi è quello di indagare diversi possibili approcci alla modellazione numerica delle inondazioni fluviali. L'approccio modellistico matematico adottato in questo lavoro è quello maggiormente accettato per la simulazione di inondazioni su larga scala ed è basato sull'utilizzo del set di equazioni dette "delle acque basse" (SWE, Shallow Water Equations), in forma bidimensionale. La moltitudine e la complessità dei fenomeni che intervengono nella formazione di un evento di piena impone inevitabilmente di includere nella presente indagine solo alcuni di essi. In particolare si è voluto concentrare l'attenzione sulla caratterizzazione delle modalità di propagazione di un'inondazione. In una prima fase si sono analizzate le tipologie di eventi in cui l'onda di espansione fosse di tipo non impulsivo, mossa quindi principalmente dalla forza gravitazionale. Tale classe di fenomeni rappresenta gran parte delle inondazioni che si verificano in natura: esondazioni fluviali, inondazioni di aree costiere dovute a correnti di marea, espansioni controllate dei corsi d'acqua in bacini di laminazione, sono solo alcuni esempi. Questa restrizione operata sulla tipologia di eventi analizzati, se esclude una modesta fetta di fenomeni di interesse, consente d'altra parte di operare semplificazioni notevoli al set delle SWE. Dalla forma originaria delle SWE, rappresentata da una set di equazioni differenziali alle derivate parziali (PDE, Partial Differential Equations) di tipo iperbolico, si può dedurre un sistema semplificato di forma parabolica, (PSWE). Grazie a queste assunzioni il sistema originario, la cui soluzione numerica risulta pesante e spesso non applicabile a problemi di larga scala, diviene più facilmente gestibile e consente di allocare le risorse di calcolo resesi disponibili ad aspetti più importanti, quali ad esempio una dettagliata descrizione topografica o una più accurata modellazione delle condizioni al contorno. La limitazione del campo di applicabilità delle PSWE, se interpretabile dal punto di vista analitico grazie ad alcune semplificazioni, non si riflette in una netta distinzione negli eventi naturali. L'eterogeneità dei fenomeni e la loro rapida evoluzione sfuma i contorni che si tenta di tracciare. E' stato quindi necessario verificare l'accuratezza del modello non inerziale nel riprodurre un'inondazione fortemente impulsiva, simulata grazie ad un prototipo in scala. La quantificazione dell'errore derivante dal confronto con un esperimento controllato è generalizzabile a eventi su scala reale, e consente quindi l'applicazione di tali modelli in modo più consapevole. Una seconda parte della tesi ha riguardato lo sviluppo di un codice per la risoluzione delle SWE in forma completa adottando tecniche numeriche all'avanguardia. In particolare si è concentrata l'attenzione sulla capacità di tali modelli di simulare eventi fortemente impulsivi, nei quali si osserva la formazione e la propagazione di discontinuità nelle grandezze caratteristiche. L'approccio numerico conduce alla frontiera della ricerca in questo campo e pone problematiche stimolanti, alle cui soluzioni già proposte in letteratura si è tentato di apportare contributi innovativi. Si è indagata la capacità di mantenere un alto ordine di accuratezza anche in presenza di termini sorgente di pendenza e attrito al fondo, in concomitanza con transizioni asciutto-bagnato. L'inclusione nel modello concettuale del fenomeno del risalto idraulico, matematicamente interpretato come discontinuità e numericamente colto grazie a schemi shock-capturing, esacerba le questioni di propagazione su fondo asciutto e di gestione di topografie accidentate. La trattazione delle transizioni asciutto-bagnato è sempre risultato un aspetto critico della modellazione numerica delle SWE. Spesso le strategie adottate si sono rivelate farraginose e artificiose. Si è quindi proposto un approccio più fisicamente basato, che minimizza l'utilizzo di artifici numerici che spesso inficiano l'accuratezza propria degli complessità degli schemi numerici avanzati. Le soluzioni proposte sono quindi validate mediante il confronto con dati sperimentali e analitici.
The scope of this thesis is to investigate different possible approaches to the numerical modelling of fluvial floods. The mathematical model adopted is most commonly used for large scale inundations, based on the bidimensional SWE (Shallow Water Equations). The number and complexity of phenomena involved in a flood event obliges to focus only on some of them. Therefore major attention has been paid to the characterization of the modalities of propagation. In the first part of the thesis non-impulsive inundation waves have been analyzed, where the gravitational force prevails over the inertial one. These features can be found in most of the natural flood events such as fluvial overflows, tidal inundations of coastal areas, controlled flow over flood expansion fields. Even if this restriction on the type of events excludes some of events of interest, it yields important simplifications to the SWE set. These assumptions allow to pose the original hyperbolic set of PDE (Partial Differential Equations) into a parabolic form. The complete SWE set, whose numerical solution is still computationally demanding so that its application to real cases is quite challenging, becomes more easily manageable and allows to assign the saved computational resources to the accurate modelling of some essential aspects such as the description of topography, boundary conditions and resistance forces. The applicability restrictions of the PSWE, if theoretically deductable with some simplifications, does not provide clear criteria applicable to real world events. The extreme heterogeneity and their rapid time variability makes these criteria even more difficult to use. It then became necessary to verify the accuracy of the diffusive model when simulating a highly inertial inundation wave, reproduced with a physical experiment. The second part of the thesis deals with the development of a numerical code to solve the full dynamic form of the SWE, making use of the latest numerical techniques available. The attention has been focused on the ability of these kind of models to simulate highly impulsive floods, where the formation and the propagation of physical shocks often occur. The shock-capturing numerical approach leads to the frontier of the research in this topic and yield several issues whose solution was given some innovative contributions in this thesis. The ability of maintaining a high order of accuracy was assessed, even when source terms as bed and friction slope are to be modelled. The inclusion of the hydraulic bore modelling, mathematically interpreted as a shock, exacerbates the issues related to the propagation over dry bed, especially when dealing with complex topography. The wet-dry transitions, always a crucial topic in the SWE numerical treatment, have been here managed in a way that minimizes the use of procedures whose lack of numerical foundation often ruins the accuracy of the overall scheme. The proposed results were then validated by means of comparisons with both experimental and analytical solutions.
URI: http://hdl.handle.net/2307/476
Appears in Collections:X_Dipartimento di Scienze dell'ingegneria civile
T - Tesi di dottorato

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