Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/4238
Title: Espacio fronterizo : confini, migrazione e conflitti tra Arizona e Sonora
Authors: Bernardi, Claudia
metadata.dc.contributor.advisor: Stabili, Maria Rosaria
Keywords: frontiere
confini
Messico
USA
Issue Date: 17-Jun-2013
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: La ricerca si propone di indagare la frontiera tra Stati Uniti e Messico, in particolare l'"espacio fronterizo" tra Arizona e Sonora nella seconda metà del Novecento. Le trasformazioni attuali hanno imposto all'attenzione degli studiosi la ridefinizione dello spazio globale, i suoi confini e i processi di formazione delle identità culturali. La frontiera tra Messico e Stati Uniti è un punto di vista privilegiato per comprendere come le forme di appropriazione dei territori si intreccino con i confini, materiali e immateriali, che agiscono sui corpi dei migranti. Gli storici nordamericanisti e sudamericanisti individuano diverse tipologie di frontiere che hanno formato il continente americano attraverso un movimento di occupazione delle terre, dispiegatosi in molteplici "cicli di produzione" del capitale, l'applicazione di strategie difensive e offensive per il controllo del territorio e l'integrazione dei soggetti "altriʺ che lo vivono. L'incontro tra due colonialismi differenti sulla frontiera mette al centro delle trasformazioni storiche la popolazione e i processi di razializzazione che definiscono la formazione dell'identità nazionale. Nel panorama tardo novecentesco degli studi sulla frontiera, le ricerche dei Border e Cultural Studies focalizzano la loro attenzione sulle proprietà simboliche del confine e i processi di separazione e gerarchizzazione dei migranti da entrambi i lati della linea. Tale apparato critico è la cornice teorica all'interno della quale è possibile leggere le trasformazioni storiche occorse dalla guerra tra Messico e U.S.A. (1848) fino alla firma del trattato del NAFTA/TLCAN (1994). Tale arco temporale è l'oggetto di studio della prima parte della ricerca, utile a dar conto dei più importanti processi storici che legano il Messico e gli Stati Uniti d'America: la colonizzazione e la rivoluzione messicana, le diverse politiche migratorie che si impongono sui migranti, fino alle deportazioni a seguito della Grande Depressione e i reimpatri a opera del governo messicano. La Seconda Guerra Mondiale è l'occasione in cui viene avviato un programma di importazione della forza‑ lavoro negli U.S.A., il Programa Bracero, che comporta numerosi attriti tra i migranti e i messico-­americani, spesso contrapposti nei conflitti sul lavoro. L'imponente operazione di deportazione nel 1954 (Operation Wetback) segna la possibilità di una nuova coesione tra il movimento dei chicano per i diritti civili e le associazioni in sostegno dei migranti. L'installazione delle maquiladora lungo il confine dal 1964 segna irreversibilmente lo spazio della frontiera mutandone la geografia, mentre la firma del trattato NAFTA/TLCAN sancisce la libera circolazione delle merci e l'Operation Gatekeeper istituisce la completa militarizzazione del confine. La seconda parte della ricerca si concentra sullo studio della frontiera tra Arizona e Sonora, in particolare dei diversi cicli produttivi (miniere, terra e lavoro migrante nelle maquiladoras) con particolare attenzione agli effetti del capitalismo desertico nella border town di Nogales. Ad ognuna di queste "frontiere viveʺ si associa una particolare rappresentazione dei corpi migranti, cifra delle violente discriminazioni a cui sono sottoposti in uno spazio in cui i soggetti vivono continuamente in-­between. Sin dagli anni Ottanta, l'imposizione di un confine militarizzato e di una guerra a bassa intensità stravolge le reti affettive dei migranti, le loro pratiche di vita quotidiana e segna irreversibilmente la frontiera. Le strategie di resistenza dei migranti e la loro capacità di alimentare un tessuto culturale permettono di mantenere vivo questo spazio nonostante le linee militarizzate, le tratte dello sfruttamento e i corridoi della produzione. Questo paesaggio migratorio compone una complessa regione transnazionale che non si esaurisce mai nella linea o in due nazionalità distinte, ma vive in un espacio fronterizo dove corpi differenti sono tradotti in una storia comune.
URI: http://hdl.handle.net/2307/4238
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
Appears in Collections:T - Tesi di dottorato
Dipartimento di Scienze Politiche

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