Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/4117
Title: Il progetto performativo : riconoscerlo e interpretarlo
Authors: Signore, Valentina
metadata.dc.contributor.advisor: Piccinato, Giorgio
Keywords: progetto performativo
immaginario
trasformazione urbana
Issue Date: 5-Jul-2013
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: Il lavoro si snoda attorno alla definizione di ‘Progetto Performativo’ (PP), nozione applicabile ad una classe emergente di progetti di trasformazione urbana, ritenuta emblematica e significativa, ma anche controversa, della pratica progettuale contemporanea. Sono progetti che prevedono un coinvolgimento emotivo e attivo dell’abitante attraverso dispositivi eterogenei che operano in ambiti diversi: dalla creazione di eventi e azioni, all’allestimento di spazi ludici e interattivi, di architetture relazionali, predisposte all’appropriazione, un insieme di elementi eterogenei tenuti insieme da un’accattivante narrazione dell’apertura del progetto a nuove possibilità e interpretazioni da parte dei fruitori. Dal rilevare la ricorrenza e l’insistenza dell’invito/comando ‘Perform!’ nelle pratiche progettuali più diverse, la tesi approda a dichiarare l’esistenza di una ‘poetica del PP’, individuandola come la più rappresentativa del ‘fare città’ della nostra epoca, e questo non tanto per la sua diffusione, quanto per il suo carattere implicito. Pertanto la prima parte del lavoro è dedicata a rispondere alla domanda: Come riconoscere il PP? Da qui emergerà il legame del PP con il desiderio e la necessità di assumere, nei suoi riguardi, una postura critica. I PP sono infatti progetti caratterizzati dall'elevato grado di indeterminazione ma allo stesso tempo da un minuzioso controllo, un tipo di controllo che tuttavia non si presenta in forme 'repressive', ma eccessive e seducenti, che piuttosto che limitare i gradi di libertà, promuove e predispone l'insorgere di nuove possibilità. Non sono perciò progetti assimilabili allo scenario inquietante di un soggetto ‘eterodiretto’, ma a quello accattivante, di un soggetto libero di scegliere e di agire tra un'ampia gamma di possibilità. Tuttavia, proprio nel predisporre le condizioni affinché possiamo liberamente desiderare, i PP ci dicono come farlo, tracciano cioè il campo del nostro desiderio. Si tratta allora di delineare le condizioni per rin-tracciare la struttura del campo del PP, assumendo una postura critica. La seconda parte si articola perciò attorno alla domanda: ‘Come interpretare (criticamente) il PP?’ Il PP viene allora osservato sotto la chiave interpretativa di immaginario contemporaneo, inteso in una prospettiva lacaniana, così come sviluppata da alcuni autori contemporanei (Žižek, Carmagnola, Senaldi). L’istanza critica, supportata dal contributo teorico di tali autori, viene infine messa alla prova nell’analisi concreta di due Progetti Performativi ritenuti di particolare interesse: La High Line di New York e La Friche la Belle de Mai di Marsiglia. Tali progetti non solo individuano altrettante ‘famiglie’ di progetti performativi, ma la loro indagine costituisce un’occasione per provare a ‘navigare’ nelle contraddizioni che li definiscono, per tentare di sprofondare nel loro immaginario, mantenendo una postura critica.
URI: http://hdl.handle.net/2307/4117
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
Appears in Collections:T - Tesi di dottorato
Dipartimento di Architettura

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