Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/40868
Title: AEQUITAS E DIRITTO: ANALISI DI UN BINOMIO COMPLESSO
Authors: GUIDA, GIULIA
Advisor: CORTESE, BARBARA
Keywords: EQUITA'
IUS
Issue Date: 24-Apr-2020
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: Il fenomeno interpretativo, caratteristico di ogni ordinamento giuridico, nasce dalla necessità di dare vita al complesso di norme scritte emanate dal ‘potere legislativo’ assicurandone, nel contempo, l’adeguamento al continuo divenire delle esigenze socio-giuridiche che si determinano quotidianamente nella vita di una comunità. Sin dall’epoca romana questa esigenza è apparsa viva e sentita e l’interpretazione del diritto, svolta dai giuristi, è stata guidata da uno strumento poi recepito, in misura differente, anche negli attuali ordinamenti giuridici. Tale elemento è stato rappresentato dal principio dell’aequitas inteso, in una prima fase, quale mezzo capace di assicurare la necessaria elasticità applicativa ad un insieme di regole a volte troppo rigide o di ampliare la sfera della tutela giuridica a situazioni ritenute sostanzialmente analoghe. L’aequitas ha sempre operato all’interno dell’ordinamento e tale connotazione risulta, ancora, attuale in quanto non si è mai trasformata in un principio extragiuridico o confliggente con il diritto, conservando la natura di mezzo volto a dare dinamicità e corrispondenza dell’ordinamento alle nuove esigenze economico-sociali e giuridiche di una societas in continuo divenire. Spesso si suppone che la necessità di adeguamento sia propria solo di un ordinamento codificato ma, come si è cercato di dimostrare, anche un ordinamento casistico come quello romano ha conosciuto e ha tratto grande beneficio dalla possibilità di utilizzare uno strumento capace di mantenere attuale il diritto senza che fosse necessario ricorrere alla continua emanazione di leges specifiche. Nonostante l’ordinamento romano sia, infatti, nato come un sistema casistico, nel corso degli anni si era addivenuti alla stabilizzazione di molte situazioni mediante la promulgazione di leges peculiari dando luogo ad un’applicazione rigida di soluzioni uguali a casi ritenuti uguali. Proprio in tale contesto emerge e si sviluppa l’aequitas che ha permesso di garantire al diritto la capacità di adattarsi al momento storico in cui viene applicato assicurando la corretta attuazione del principio giuridico mediante l’interpretatio. Nel corso del lavoro ci si è, dapprima, soffermati su di un’analisi dell’origine del concetto di aequitas e della possibilità che lo stesso sia stato influenzato della cultura greca dell’epieicheia, ferma restando l’evidenziazione della diversità comunque ravvisabile tra il concetto di equità giuridica e di equità filosofica. Si è, poi, proseguito con l’esegesi delle fonti, databili a partire dall’epoca repubblicana, che testimoniano l’origine antica di tale strumento, il suo sviluppo protrattosi fino all’epoca classica e la sua progressiva ‘cristallizzazione’ nell’età postclassica. Con le dovute cautele trattandosi di un confronto tra periodi storici differenti ci si è, anche, soffermati sul possibile parallelo tra l’aequitas e l’Equity nel suo ruolo di strumento integrativo del common law. Da ultimo si è rivolta l’attenzione al nostro ordinamento che, pur nella sua connotazione di diritto codificato, ha recepito nel suo corpo normativo lo strumento dell’equità le cui ‘potenzialità’ sono rimaste, però, sostanzialmente inespresse risultando, sotto il profilo fattuale, più una dichiarazione di principio che una regola suscettibile di applicazione pratica.
URI: http://hdl.handle.net/2307/40868
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
Appears in Collections:Dipartimento di Giurisprudenza
T - Tesi di dottorato

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