Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/40865
Title: ALLE ORIGINI DEL MUTUO RICONOSCIMENTO, DAL MERCATO COMUNE ALLE DECISIONI GIUDIZIARIE
Authors: FRASCA, GABRIEL
Advisor: CAGGIANO, GIANDONATO
Keywords: MUTUO RICONOSCIMENTO
MERCATO INTERNO
Issue Date: 24-Apr-2020
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: L’elaborato ripercorre a livello giuridico, dottrinale e giurisprudenziale la nascita del Mercato comune e lo sviluppo, al suo interno, del principio del mutuo riconoscimento, istituto basato sulla reciproca fiducia tra Stati e finalizzato all’efficace incremento delle libertà di circolazione caratterizzanti il mercato interno. Il mutuo riconoscimento, quindi, seppur idealizzato a supporto del sistema economico comune dell’Unione, ha trovato una sempre più costante applicazione giurisprudenziale anche nello Spazio di libertà, sicurezza e giustizia. È il principio sotteso al funzionamento del Mandato d’arresto europeo, applicato nel settore processual-penalistico europeo con grande successo ed efficacia. Il riconoscimento reciproco, basato sulla fiducia sussistente tra gli Stati aderenti all’Unione, fa sì che i fattori produttivi (merci, persone, servizi e capitali) possano circolare all’interno dei confini comunitari senza essere soggetti a particolari controlli o limitazioni. Tale sistema – applicato, come detto, inizialmente solo per il mercato interno – è stato – con l’aiuto della Corte di giustizia – esteso anche alle decisioni giudiziarie, consentendo di riconoscere come automaticamente efficaci i provvedimenti delle omologhe Autorità giudiziarie di altri Paesi membri. Tale innovazione ha permesso di fronteggiare il naturale incremento della criminalità transfrontaliera sviluppatesi con l’abolizione dei confini nazionali. La ricerca ha permesso di chiarire come non sia più concepibile l’idea di una dimensione nazionalistica del diritto penale (così come del sistema economico), sia a livello delle fonti di produzione che dal punto di vista degli strumenti repressivi. L’auspicio è quello di focalizzare – in un futuro non troppo distante – l’attenzione del legislatore comunitario sulla ricerca di nuovi strumenti giuridici e nuove norme in grado di fronteggiare le innumerevoli (e mutevoli) esigenze comuni. Si può senza dubbio affermare che sia già stata costruita la “grammatica penale comunitaria” che, nel futuro dell’Europa, dovrà trasformarsi in sintassi nell’ottica di una reciproca fiducia - non solo tra Stati ed Istituzioni - ma, soprattutto, tra cittadini quali parti integranti di un unico ente sovranazionale: l’Europa.
URI: http://hdl.handle.net/2307/40865
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
Appears in Collections:Dipartimento di Giurisprudenza
T - Tesi di dottorato

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