Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/4082
Title: David Ben Yehudah messer Leon, un pensatore rinascimentale : tra aristotelismo e platonismo
Authors: Coppola, Giada
metadata.dc.contributor.advisor: Matassi, Elio
Guetta, Alessandro
Keywords: filosofia ebraica
rinascimento
Issue Date: 1-Jul-2013
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: La mia tesi è suddivisa in due parti: la prima parte è un'introduzione al pensiero di David Messer Leon e più in generale all'ambiente in cui l'autore si è formato intellettualmente e filosoficamente, presentando, in questo modo, il quadro generale del rapporto tra filosofia ebraica e filosofia del Rinascimento in Italia. La seconda parte è invece un'analisi e un commento alla prima parte sezione del manoscritto “Magen David” ovvero lo Scudo di David. Prima parte. La prima parte della mia tesi è dunque dedicata all'approfondimento di alcune questioni fondamentali della vita di David Messer Leon.. Ad oggi esiste soltanto una monografia su questo autore, scritta da Hava Tirosh-Rothschild “Beetwen worlds. The life and thought of Rabbi David ben Judah Messer Leon” State University of New York Press, New York 1991. Ho dunque apportato alcune modifiche rispetto allo studio della Hava Tirosh-Rothschild, a mio avviso infatti è possibile fornire delle nuove informazioni proprio attraverso la lettura del Magen David, confrontando l'opera di David Messer Leon con altri suoi manoscritti come ad esempio, al 'Ein ha- Qore (L'Occhio del lettore) e il Kevod Hachamim (L'Onore dei Sapienti) ma soprattutto approfondendo le fonti secondaria che in realtà mi hanno permesso di ricostruire, attraverso dei piccoli indizi, la vita e il contesto dell'autore. Il pensiero di David Messer Leon non è assolutamente frutto di un lavoro originale, al contrario la struttura della sua opera sembra essere semplicemente un lavoro di “copiatura” quasi antologica di testi a cui David Messer Leon poteva avere accesso. Il Magen David , ad ogni modo, è una testimonianza di come un filosofo ebreo può approcciarsi allo studio della filosofia e della Qabbalah in ambiente cristiano. Ho suddiviso questa prima sezione in quattro capitoli ognuno dei quali tratterebbe alcuni tra gli aspetti fondamenali del rapporto tra David Messer Leon e il pensiero filosofico e cabbalisto. Capitolo primo: - Cenni biografici. La vita di David Messer Leon. Un breve excursus sulla vita di David Messer Leon con particolare attenzione alla questione della sua data di nascita e la sua città natale, indicando come prima referenza il folio 1 verso del Magen David, è qui che lo stesso autore ci informa della sua nascita a Venezia. - Le opere. Ho suddiviso questa sezione in due sottosezioni ovvero tutti quei manoscritti1 che sono giunti a noi e tutte le opere che sono andate perdute ma che sono state citate dal nostro autore. Ho cercato di ordinare il corpus dell'autore in ordine cronologico seguendo gli spostamenti e I viaggi di David Messer Leon per la penisola italiana sino ad arrivare ai territori dell'Impero Ottomanno. Ogni manoscritto è accompagnato da una breve descrizione del suo contenuto, e anche nel caso dei manoscritti smarriti, ho cercato di ricostruirne il soggetto attraverso le diverse citazioni che l'autore stesso indica nei manoscritti che ci sono noti. - David Messer Leon e la famiglia da Pisa. In questo paragrafo affronto il rapporto tra la famiglia di Messer Leon e la famiglia da Pisa. In questa mia ricerca appaiono fondamentali le testimonianze e i carteggi dell'autore in cui, oltre a mostrare gli aspetti più intimi della sua vita privata (Cod. Laur. Plut. 88, 12), emergono anche alcuni degli aspetti più importanti del suo pensiero filosofico. In uno scambio epistolare tra David Messer Leon e David da Tivoli (marito della figlia di Yehiel da Tivoli, uno dei più famosi banchieri Toscani e mecenate dei più illustri pensatori che ruotano nell'ambiente ebraico di fine quattrocento), David da Tivoli chiede espressamente all'amico alcune delucidazioni e addirittura un commento alla Guida dei Perplessi di Maimonide. È probabilmente grazie al suggerimento di David da Tivoli che David Messer Leon scrive il Magen David (Cod. Laur. Plut. 88). In seconda analisi in questo paragrafo ricostruisco storicamente la situazione degli ebrei in Toscana e I primi rapporti dei pensatori ebrei italiani con I cabalisti spagnoli che Yehiel da Pisa accoglierà nella suo “circolo intellettuale”. - Ritorno a Napoli. In questo paragrafo affronto gli ultimi anni di David in Italia, tra l'ambiente ebraico napoletano e quello della corte aragonese fino all'arrivo delle truppe francesi di Carlo VIII. Nel 1495 David e suo padre Yehudah sono costretti a fuggire dal Regno di Napoli a causa della persecuzione anti-ebraica messa in atto dalla politica dei d'Angiò. - Viaggio verso l'Impero Ottomanno. Questo paragrafo è dedicato all'ultimo viaggio di David Messer Leon tra Costantinopoli, Salonicco, Corfù e Valona città in cui diviene rabbino capo. Dopo una breve introduzione storica sugli ebrei in Turchia dopo la conquista di Costantinopoli da parte di Maometto II, e dopo aver analizzato le nuove istituzioni all'interno delle comunità ebraiche dell'Impero Ottomano, ho riportato tutte le notizie che lo stesso David ci fornisce attraverso il Kevod Hachamim ponendo l'accento sui difficili rapporti tra le comunità ebraiche dopo l'Espulsione del 1492. David diviene prima di tutto Marbitz Torah presso Salonicco e Corfù e solo successivamente ricoprirà il ruolo di rabbino a Valona (chiamato a esercitare questo ruolo proprio dagli ebrei fuggiti dal Regno di Napoli, che David Messer Leon chiama “pugliesi”). La partenza da Valona a causa di una scomunica e la morte di David Messer Leon. Secondo Capitolo: - L'educazione di David Messer Leon. L'educazione nel mondo Cristiano. L'inizio di questo paragrafo è dedicato all'educazione nell'Italia del Rinascimento, rispetto alla tradizione Scolastica. - Il fenomeno della Translatio-studiorum. Ovvero la diffusione delle traduzioni, dei commenti e di nuovi manoscritti in ambiente ebraico-arabo e cristiano. - La ricezione delle arti liberali e il concetto di hacham collel: Yehudah Messer Leon e la sua yeshiva. David ben Yehudah Messer Leon è una delle personalità più eclettiche e rappresentative della filosofia ebraica del Rinascimento. La figura di Yehudah Messer Leon è descritta nel primo paragrafo di questo secondo capitolo. illustre filosofo e talmudista ebreo autore ed interprete di numerose opere sulla logica e trattati di retorica (come lo stesso David Messer Leon scrive in un'epistola a David da Tivoli, suo padre ha redatto una grammatica ebraica, un compendio di logica, un trattato di retorica, un commento alle Isagoge di Porfirio, un commento alla Categorie di Aristotele, un commento alla Fisica di Aristotele attraverso l'interpretazione di Averroè – in realtà è il Commento Medio alle Metafisica di Aristotele- e un commento alla Bibbia ), fondatore di una delle yeshivot (scuole religiose) più importanti dell'Italia del XV secolo, nella quale oltre agli studi religiosi tradizionali, come l'insegnamento del Talmud e dei Tosafot2, venivano proposti agli studenti gli studia humanitas ovvero il trivium e il quadrivium. Fine conoscitore dei più eminenti autori e pensatori ebrei come Moshe Maimonide, Saadia Gaon, Gersonide (David Messer Leon sarà infatti il primo autore nel Magen David a riferirsi a Levi ben Gershon come Gersonides in latino) e dei filosofi arabi : l'influenza di Ibn Rushd e Ibn Sina è sicuramente presente nei suoi scritti. Una delle caratteristiche che lo contraddistingue dagli altri autori ebrei suoi contemporanei è il suo interesse per il sistema Tomistico che spesso viene messo a confronto con il pensiero di Maimonide. In questo paragrafo ho anche individuato e analizzato le personalità e i pensatori che più hanno influenzato l'ambiente culturale ebraico in Italia. Da una parte gli autori italiani e dall'altra i pensatori ebrei in fuga dalla Spagna e dal Portogallo che hanno inesorabilmente inciso sul piano filosofico e culturale. Yochanan Alemanno e la famiglia da Pisa; Menachem da Recanati; Isaac Mor (o Mar) Hayyim. Terzo Capitolo: - La ricezione di Platone nell'opera di David ben Yehudah Messer Leon: La ricezione dei dialoghi di Platone nel pensiero medievale. Una breve introduzione alla ricezione di Platone in ambiente cristiano, arabo ed ebraico. - David Messer Leon, Platone e il Platonismo : Platone e Geremia. Le cui informazioni su Platone tra il Quattrocento e il Cinquecento sono ancora frammentarie, le opere del filosofo greco sono conosciute parzialmente e soprattutto mediate dai commentatori neoplatonici e giudeo-arabi. Possiamo pensare che verosimilmente David Messer Leon possa essere venuto in contatto con le traduzioni ad opera di Ficino e dell'Accademia Platonica ? Questa mia ipotesi si sviluppa proprio a partire da un passaggio del Magen David in cui Platone viene chiamato Aplaton ha-Elohi3 ovvero “il divino Platone” epiteto che più volte ricorre nelle traduzioni ficininiane: numerosi esempi si possono addurre, pensiamo al Dialogo sopra lo Amore (il Simposio), alla Teologia Platonica, ma soprattutto alla traduzione delle opere magiche in cui Platone non solo viene definito come divino ma la sua figura è accostata addirittura a quella di Mosè il Profeta. David Messer Leon riprenderà una tradizione di matrice strettamente “cristiana” risalente ad Ambrogio ed Agostino in cui la figura di Platone a quella del profeta Geremia. La difficoltà nel risalire alla fonte della sua informazione è che l'autore indicherebbe L'Incoerenza dell'Incoerenza come testo di riferimento, dovremmo perciò credere che David abbia consultato il Plato Arabus e non le nuove traduzioni ma nel libro di Averroé non c'è alcun riferimento a questa tradizione. David Messer Leon affermerà in questo stesso passaggio che gli insegnamenti di Platone si avvicinano a quelli della più antica tradizione ebraica ovvero la Qabbalah «perché chiunque studi i suoi libri troverà in questi i divini misteri e tutti quegli insegnamenti che sono identici agli insegnamenti della vera Qabbalah.» Quarto capitolo: - La Qabbalah. Breve introduzione storica sulla Qabbalah. In riferimento alla posizione di David Messer Leon - L'opposizione alle dottrine cabbalistiche: Yehudah Messer Leon. All'inizio del Magen David (fol. 1 verso) David Messer Leon descriverà tutte le difficoltà e le ostilità incontrate nell'intraprendere lo studio della Qabbalah : « Ho studiato questa disciplina segretamente, perchè il mio maestro, mio padre [...] non mi ha permesso di studiarla [...] La maggior parte dei filosofi e dei fisici, cui noi studiamo I loro testi ogni giorno, rifiutano questa scienza, io non sono d'accordo con loro ». Emerge dunque, anche da questa testimonianza, che Yehudah Messer Leon si è dimostrato sempre ostile all'interpretazione e alla “appropriazione” della Qabbalah ebraica da parte degli autori cristiani dalle forti influenze neoplatoniche. - Il segreto del Nome. David Messer Leon e l'essenza divina: le Sefirot come essenze e come strumenti In questo paragrafo ho analizzato uno degli argomenti centrali trattati nel Magen David e che rappresenterebbe una delle tematiche più studiate e sviluppate anche da altri autori sia medievali che contemporanei a David Messer Leon. I primi fogli del manoscritto sono consacrati alla descrizione dei Nomi di Dio, David Messer Leon ha interamente copiato questa parte sovrapponendo due opere di un rabbino e grammatico spagnolo dell'XIIesimo secolo Abraham ben Ezra (ovvero il Commento al Pentateuco e il Sefer ha-Shem, Il libro del Nome). Al Commento al Pentateuco di ben Ezra viene affiancato anche il Commento di Nachmanide (rabbino esegeta spagnolo il cui Commento alla Torah nasconde riferimenti alla mistica e al pensiero cabalistico). La questione sui Nomi di Dio è una vera e propria introduzione alla tematica centrale della prima parte del Magen David: la natura delle sefirot. David Messer Leon considera le sefirot come l'essenza di Dio. Per validare la propria opinione utilizzerà un linguaggio non propriamente religioso ma applicherà, ad una tematica così strettamente legata alla sfera religiosa, un linguaggio filosofico infatti la questione centrale che l'autore affronterà è la differenza tra sostanza/essenza/ esistenza tra Dio e le sefirot (che in questo caso non possono essere lette come emanazione divina). In questo caso David utilizzerà come fonte principale il testo di Gikatilla, lo Sha'are Orah, e citerà molti passi dello Zohar il Libro dello Splendore. - David Messer Leon è possibile parlare di plagio ? Scorrendo il Magen David appare chiaro a noi contemporanei quali siano le fonti che David Messer Leon utilizza nello sviluppo della sua opera, come abbiamo visto nel corso di questo capitolo la maggior parte delle opere che David Messer Leon cita sono tra quelle più conosciute anche dai suoi contemporanei, oltre ai “classici” del pensiero cabbalistico troviamo anche Commenti al Pentateuco e opere filosofiche come quelle di Maimonide. In altri passaggi del Magen David l'autore omette quali siano le opere di riferimento, ad esempio appare chiaro che la distinzione delle dieci sefirot derivi dal trattato sull'Ordinamento della Divinità anche se David non cita espressamente l'opera, probabilmente proprio perché la diffusione tra i cabbalisti e i pensatori rinascimentali avrebbe permesso di comprendere quale fosse la fonte senza molti sforzi. Così come i passaggi dello Zohar sono quelli noti agli ebrei italiani, dunque David citerebbe non il testo originale ma con molta probabilità i passaggi già noti e commentati da altri cabbalisti, proprio perché non sembra apportare alcuna novità rispetto allo Zohar conosciuto nell'Italia del Rinascimento. Risulta però particolare il fatto, come ha sottolineato Hava Tirosh-Rothschild, che David Messer Leon abbia ricopiato un'intera sezione del Derek ha-emunah di Avraham Bibago, senza mai citare il suo nome, chiamandolo “questo studioso” e modificando la prima persona utilizzata da Bibago nella sua opera con la terza persona singolare. Ma è ancora più strano confrontare la posizione di David Messer Leon con quella del cabbalista spagnolo Mar Hayyim, Gottlieb ha infatti sottolineato come David si sia “appropriato” di alcune dottrine dello spagnolo4. In realtà possiamo leggere nel Magen David le stesse posizioni di Mar Hayyim che si troverebbero nell'Epistola inviata a Yehiel da Pisa ma David affermerebbe di averle lette nel ספר היחוד ( in realtà mancherebbe uno iod nella trascrizione del copista ). Seconda parte. Traduzione e commento di passi scelti del Magen David. ff. 1r. -14 v. Il Magen David è composto da 176 fogli; a partire dal foglio 102, il manoscritto è scritto per mano di un altro copista (in questa seconda parte è infatti possibile riconoscere la scrittura calligrafica ebraica italiana del Rinascimento). Le prime pagine sono fortemente corrotte, sicuramente dopo il foglio 5 verso mancano alcune pagine perché il soggetto trattato da David Messer Leon cambia repentinamente.
URI: http://hdl.handle.net/2307/4082
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
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T - Tesi di dottorato

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