Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/40534
Title: BUSINESS MODEL E IMPLICAZIONI CONTABILI: IL CASO IFRS 9 FINANCIAL INSTRUMENTS
Authors: Luly, Roberta
Advisor: Pucci, Sabrina
Keywords: BUSINESS MODEL
IAS39
IFRS9
Issue Date: 21-Jun-2017
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: Il presente lavoro di tesi muove dall’interesse per un argomento attuale quanto rilevante nel panorama dei principi contabili internazionali: l’introduzione dell’IFRS 9 Financial Instruments e del criterio del business model per la classificazione, e successiva valutazione, delle attività finanziarie. Se il business model è oggi uno dei temi all’attenzione del dibattito sull’informativa volontaria e sui i rischi ad essa associata, nell’ambito dei principi contabili internazionali, tale concetto non trova un’adeguata trattazione. Infatti, lo IASB, pur avendo previsto la valutazione del business model ai fini della classificazione delle attività finanziarie, non definisce tale concetto né nell’IFRS 9 né in altri documenti, quali il Conceptual Framework. In tale contesto, a valle di una panoramica della principale letteratura accademica sulle problematiche connesse all’individuazione di una definizione univoca di business model, è stato elaborato un modello finalizzato a raggruppare le diverse definizioni di business model in funzione di determinati criteri. Il modello è stato poi applicato al concetto di business model presente nell’IFRS 9 e nei bilanci di imprese bancarie e assicurative quotate nel mercato italiano, al fine di verificare se le diverse accezioni di business model elaborate dalla prassi siano riconducibili al modello definitorio elaborato. Il presente lavoro si pone, quindi, molteplici obiettivi; da una parte si valutano i possibili impatti, connessi all’applicazione del nuovo modello di classificazione previsto dall’IFRS 9, sui portafogli di attività finanziarie, e, dall’altra, si vuole verificare la diffusione del concetto di business model, e l’annessa varietà di accezioni del termine, nel linguaggio contabile, attraverso una content analysis dei bilanci consolidati di un campione selezionato di imprese. I risultati della ricerca, unitariamente al ruolo pervasivo che sta assumendo il concetto di business model ai fini del bilancio, richiedono, a detta di chi scrive, un lavoro sempre più sinergico tra il mondo accademico e gli organismi internazionali preposti all’elaborazione dei principi contabili internazionali. Una descrizione del concetto di business model nell’ambito del Conceptual Framework da parte dello IASB potrebbe contribuire positivamente alla riduzione delle incoerenze, attuali e potenziali, nelle modalità con cui viene utilizzata tale espressione negli IAS/IFRS. Al fine di individuare la definizione più appropriata, lo IASB potrebbe attingere proprio da quella letteratura accademica messa sotto accusa per la frammentarietà con cui sono state condotte le ricerche sul tema. A supporto di tale posizione, vi è l’evidenza di un avvicinamento importante tra mondo accademico e prassi, testimoniato dalla nascita di tavoli internazionali dedicati al confronto con professori e ricercatori universitari, come ad esempio l’Academic Panel organizzato dall’EFRAG e i seminari dello IASB dedicati ai rappresentanti del mondo accademico. Tale fenomeno, a parere di chi scrive, appare come un’opportunità di confronto su questioni di carattere contabile e, potenzialmente, rappresenta l’occasione per affrontare la discussione sul business model tentando di raggiungere quella convergenza, in termini di definizione, auspicata dagli autori accademici fin dai primi anni duemila.
URI: http://hdl.handle.net/2307/40534
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
Appears in Collections:X_Dipartimento di Studi Aziendali
T - Tesi di dottorato

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