Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/3975
Title: La tutela del risparmiatore nella prestazione dei servizi di investimento
Authors: Reali, Luca
metadata.dc.contributor.advisor: Valensise, Paolo
Keywords: servizi di investimento
doveri informativi
protezione del risparmiatore
tutela civile ed amministrativa
Issue Date: 18-Apr-2012
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: Il lavoro oggetto della ricerca dottorale mira ad analizzare, nei quattro capitoli di cui si compone, le varie forme di tutela spettanti all’investitore “tradito” in conseguenza dell’inosservanza, da parte degli intermediari finanziari, degli obblighi comportamentali su di loro incombenti nella prestazione dei servizi di investimento. Nel primo capitolo, ci si sofferma specificamente sulle ragioni sottese alla previsione di una disciplina speciale del mercato mobiliare: in particolare, la necessità di dettare regole e principi a garanzia della stabilità patrimoniale e della correttezza di comportamento degli intermediari deriva dalla presa d’atto della esistenza di una disuguaglianza sostanziale fra i piani conoscitivi dei due contraenti, causata dalla circostanza ineliminabile che le informazioni e la capacità dell’intermediario finanziario sono di gran lunga superiori rispetto a quelle del singolo investitore. Muovendo dalla prima disciplina organica dell’intermediazione mobiliare (legge 2 gennaio 1991, n. 1), l’analisi normativa esamina i vari istituti tesi alla riduzione del gap informativo esistente tra le parti contrattuali. Seguendo questo filo conduttore, si valutano poi le innovazioni apportate dagli interventi legislativi successivi, come ad esempio il decreto Eurosim, e si procede alla rilevazione dei profili critici della subiecta materia così come consolidata nel Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria. Dopo aver esaminato il quadro normativo di riferimento, la trattazione prosegue nel secondo capitolo con l’analisi della casistica giurisprudenziale relativa alla individuazione, in assenza di precise indicazioni legislative, dei rimedi civilistici a tutela dell’investitore in caso di violazione da parte dell’intermediario dei prescritti obblighi comportamentali. La ricerca in tale fase si sofferma sullo studio e sulle conseguenze pratiche delle tre tipologie di rimedi elaborati che, sinteticamente, possono ricondursi alle classiche invalidità civilistiche dell’annullabilità, della nullità e dell’inadempimento. Posto che l’evoluzione della disciplina del mercato finanziario è stata da sempre caratterizzata da bruschi momenti di accelerazione normativa in dipendenza del verificarsi di grandi dissesti finanziari, il capitolo termina con un’apposita trattazione dei noti crack delle aziende italiane Cirio e Parmalat e del default della Repubblica Argentina, al fine di verificare se tali dissesti siano stati causati da un corpus normativo lacunoso ovvero se a difettare non sia stata piuttosto l’effettività di norme sulla carta ben congegnate. Terminata l’analisi delle sanzioni di matrice civilistica previste a tutela degli investitori, nel terzo capitolo ci si sofferma sull’eventuale concorso, a fianco delle prime, di ulteriori sanzioni, questa volta di natura amministrativa, irrogate dalle competenti autorità pubblicistiche in caso di accertamento della commissione, da parte dell’intermediario, di predeterminati illeciti amministrativi previsti dal legislatore finanziario a tutela della osservanza dei prescritti obblighi comportamentali. Analizzando le delibere ed i provvedimenti sanzionatori della Consob, si intende evidenziare il ruolo fondamentale dell’articolo 190 Tuf che, assurgendo a norma cardine della responsabilità amministrativa-disciplinare dell’intermediario finanziario, si atteggia ad anello di congiunzione tra rimedi di natura civile ed amministrativa, duplicando in tal modo la tutela approntata all’investitore. Nell’ottica di una visione globale delle responsabilità dell’intermediario per l’inosservanza dei doveri informativi, si intende verificare se, ed eventualmente in che misura, l’apparato sanzionatorio amministrativo costituisca per il risparmiatore tradito una forma di tutela preventiva ed ulteriore rispetto a quella civilistica disposta a valle. Privilegiando una visione globale del fenomeno patologico dell’informazione finanziaria, il capitolo termina con un’analisi giurisprudenziale sulla responsabilità aquiliana della Consob per negligente od omesso esercizio della funzione di vigilanza sulla veridicità delle informazioni fornite dall’intermediario al risparmiatore che vi fa incolpevolmente affidamento. L’ultima parte del lavoro ha ad oggetto l’analisi della nuova disciplina normativa degli intermediari contenuta nei provvedimenti nazionali di attuazione delle Direttive Mifid. In particolare, si valuta l’impatto della nuova normativa sulla tutela dell’investitore al fine di verificare se essa sia realmente idonea a colmare le lacune e ad eliminare le inefficienze del sistema previgente ovvero se la stessa non si sia limitata, piuttosto, ad introdurre modifiche meramente formali nel rapporto intermediario-investitore. Una simile valutazione ha reso necessario analizzare approfonditamente le innovazioni di maggior rilievo introdotte dalla Mifid tra le quali, a titolo esemplificativo, si possono brevemente ricordare: la promozione del servizio di consulenza tra i servizi primari, la configurazione di nuove piattaforme di negoziazione, l’introduzione dei tests di adeguatezza e di appropriatezza, la tripartizione della clientela, la ridefinizione della disciplina sui conflitti di interesse, la previsione di un’informazione pre e post trading, il regime di execution only. Il capitolo, e con esso l’intera opera, termina con delle considerazioni, di carattere micro e macro economiche, attinenti ai profili essenziali della esaminata novella europea.
URI: http://hdl.handle.net/2307/3975
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
Appears in Collections:T - Tesi di dottorato
X_Dipartimento di Scienze aziendali ed economico-giuridiche

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