Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/3903
Title: La cultura architettonica nelle missioni teatine in Oriente e l'architettura di Guarino Guarini
Authors: Conversano, Elisa
metadata.dc.contributor.advisor: Panizza, Mario
Keywords: Guarini
teatini
Oriente
Issue Date: 11-May-2012
Publisher: Università degli studi Roma Tre
Abstract: L’enigmatica architettura di Guarino Guarini pone alcuni quesiti che gli studi finora condotti non sono riusciti a chiarire. Ciò che agli occhi dei suoi contemporanei, e non solo a loro, risultava “bizzarro”, è stato per gli studiosi fonte di interrogativi: in quale cultura architettonica porre le radici delle architetture di Guarini che sembrano non avere modelli in Italia? In altre parole, quali furono le fonti di Guarini? E come ne venne a conoscenza l’architetto teatino? Infine, in quali elementi e come riuscì ad integrare forme non usuali per l’architettura italiana nelle sue opere? Questo studio propone alcune risposte, che non negano le precedenti teorie, ma che sono espressione di una ipotesi che non è mai stata esplorata, e che si può sintetizzare come segue: le forme usate da Guarini, soprattutto nelle architetture religiose, si possono associare a quelle utilizzate nelle architetture orientali, con particolare riferimento sia a quelle tradizionali del tessuto urbano, sia a quelle monumentali, come chiese ed edifici religiosi, di Georgia ed Armenia. Guarino Guarini, che era un prete teatino e che dall’età di quindici anni visse all’interno dell’Ordine dei chierici regolari, può essere venuto a conoscenza di questa cultura architettonica così lontana, attraverso il suo stesso Ordine, che per oltre un secolo, a cominciare dal 1626, si fece promotore di numerose missioni apostoliche in Medio Oriente ed in India, così come era in uso in quel periodo da parte di molti degli ordini nati dalla Controriforma. I principali promotori di questa attività missionaria furono i Gesuiti, potentissima congregazione, con la quale i Teatini spesso dovettero confrontarsi. Lo studio, diviso in tre parti principali, analizza nella prima la figura dell’architetto inserendolo nell’Ordine religioso di cui faceva parte e spiegando il contesto in cui lo stesso Ordine era nato e quali fini 4 si era posto. Questa fondamentale premessa è necessaria a introdurre le cinque architetture di Guarini elette a casi studio, che presentano in maniera molto chiara quegli elementi che possono essere associati per forma, geometria, dimensione e statica strutturale alle architetture orientali. Nella seconda parte vengono descritte le missioni teatine in Georgia ed Armenia, le principali vie percorse dai missionari e descritte nelle loro lettere all’Ordine, e i protagonisti di quelle missioni, e cioè i missionari, con particolare attenzione al Padre Cristoforo Castelli, “pittore e medico”, nonché architetto. I Padri, dopo l’esperienza orientale, una volta tornati in Italia, avrebbero potuto conoscere l’architetto teatino mettendolo quindi in contatto, seppur indirettamente, con quella cultura e quell’architettura lontana e diversa d’all’architettura italiana. Ed infine, nella terza parte, una descrizione dei principi, soprattutto geometrici, su cui si fondano l’arte e l’architettura orientrale conduce ai confronti e alle relazioni più emblematiche tra queste e l’architettura di Guarini, specificando in che modo l’architetto teatino può aver tratto ispirazione da forme, geometrie, composizione spaziale, decorazioni, che appaiono tanto distanti dall’Italia barocca della seconda metà del Seicento.
URI: http://hdl.handle.net/2307/3903
Access Rights: info:eu-repo/semantics/openAccess
Appears in Collections:X_Dipartimento di Studi storico-artistici, archeologici e sulla conservazione
T - Tesi di dottorato

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