Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/2307/3788
DC FieldValueLanguage
dc.contributor.advisorPalumbo, Antonella-
dc.contributor.authorBronzi, Maria-
dc.date.accessioned2015-03-05T15:02:33Z-
dc.date.available2015-03-05T15:02:33Z-
dc.date.issued2012-04-19-
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/2307/3788-
dc.description.abstractIl presente lavoro è dedicato ad indagare il nesso di causalità che lega ciclo economico e trend di crescita, proponendo il punto di vista di due approcci che adottano un’analisi strettamente integrata di breve e lungo periodo: quello delle teorie del ciclo reale e quello delle teorie della domanda. Tali approcci sono stati scelti in quanto ritenuti emblematici di come il contrasto tra impianti teorici di partenza si rifletta in un analogo conflitto sull’interpretazione dell’operare del sistema economico – nei suoi andamenti di breve e lungo periodo – e della relazione che unisce tali andamenti, con le conseguenti implicazioni di politica economica. In particolare, l’approccio RBC – fondato sui principali postulati neoclassici – offre una definizione di ciclo economico completamente subordinata a quella di trend, essendo il primo spiegato come la deviazione delle variabili reali da un sentiero prefissato di lungo periodo. In questo senso, il ciclo è concepito come un prodotto dell’andamento di fondo del sistema economico, e si arriva ad affermare che il trend esercita un’influenza dominante sul ciclo. Al contrario, l’approccio “demand side” sostiene che il ciclo sia in grado di incidere sul sentiero di crescita sperimentato dal sistema economico. Queste conclusioni sono rese possibili da una base teorica che assegna un ruolo, di breve come di lungo periodo, ai fattori di domanda. Viene mostrato, inoltre, come la peculiare interpretazione della relazione ciclo-trend induca, nel caso in cui si ragioni in termini di domanda, ad assegnare alle politiche macroeconomiche un ruolo di notevole rilievo, laddove, nel caso opposto di focus sui fattori di offerta, a ritenerle del tutto prive di senso. In particolare, nella misura in cui la crescita è ritenuta dipendente dalle realizzazioni di breve periodo, intervenire sul ciclo tramite politiche di stabilizzazione equivale alla possibilità di determinare il sentiero di sviluppo del sistema economico. Al contrario, laddove le fluttuazioni cicliche siano concepite come un mero attributo del trend, viene meno qualsiasi facoltà di incidere sia sugli andamenti di breve termine, sia sulle tendenze di fondo del sistema economico, le quali si troveranno piuttosto posizionate su un sentiero predefinito, verso cui l’economia gravita in modo automatico.it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.publisherUniversità degli studi Roma Treit_IT
dc.subjectciclo ecnomicoit_IT
dc.subjectcrescitait_IT
dc.subjectdomanda aggregatait_IT
dc.titleIl nesso di causalità tra ciclo economico e trend : le teorie del ciclo reale e le teorie della domandait_IT
dc.typeDoctoral Thesisit_IT
dc.subject.miurSettori Disciplinari MIUR::Scienze economiche e statistiche::ECONOMIA POLITICAit_IT
dc.subject.isicruiCategorie ISI-CRUI::Scienze economiche e statistiche::Economicsit_IT
dc.subject.anagraferoma3Scienze economiche e statisticheit_IT
dc.rights.accessrightsinfo:eu-repo/semantics/openAccess-
item.languageiso639-1other-
item.fulltextWith Fulltext-
item.grantfulltextrestricted-
Appears in Collections:Dipartimento di Economia
T - Tesi di dottorato
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